Sanità, M5S: "Emiliano ha sbagliato, il piano di riordino non andava firmato"

BARI di Redazione AntennaSud 

 

In Puglia contro il Piano di Riordino sanitario regionale si mobilita anche il Movimento 5 Stelle. “Questo era un piano che Emiliano non avrebbe mai dovuto firmare, hanno detto i consiglieri regionali nel corso di una conferenza stampa. Emiliano a loro avviso avrebbe potuto salvare la sanità pugliese impugnando il decreto ministeriale 70, relativamente al blocco delle assunzioni impostoci nel 2004, davanti alla Corte Costituzionale.”

I consiglieri 5 stelle incalzano e in conferenza stampa parlano di “un piano che non solo non andava firmato ma che è stato anche concepito male. La prima obiezione dei pentastellati è che si è trattato di un piano di riordino progettato sulla base di dati finanziari e non sulla domanda di salute del territorio “Quando il presidente Emiliano afferma che “non ci sono strutture che chiudono – osservano -  ma ci sono strutture che vengono riconvertite.” quello che gli non ci dice è come verranno riconvertite. In base a quale calcolo di fabbisogno? Così come quando dice che “i servizi non peggioreranno”, ci chiediamo con quale coraggio riesca ad affermare una cosa del genere nel momento in cui sta depotenziando e chiudendo delle strutture senza al contempo potenziare la rete territoriale” ed è proprio questa la seconda obiezione mossa al piano di riordino di Emiliano dai consiglieri del Movimento 5 Stelle: è un piano di riordino che a fronte di numerose chiusure non prevede il potenziamento dell’assistenza territoriale: “Emiliano parla di “concentrare per aumentare l’efficienza” ma la verità è che concentrare, ovvero chiudere degli ospedali, senza al contempo potenziare l’assistenza territoriale crea delle aree vuote. Una cosa inaccettabile quando si parla di salute dal momento che spesso in casi di emergenza la differenza tra la vita e la morte per una persona è direttamente causata dalla distanza dal primo punto di assistenza. La verità che anche in questo caso Emiliano non dice è che è stato costretto a concentrare il personale in meno strutture per la necessità di venire incontro alle normative europee sugli orari di lavoro dei medici e sul turn over, ed è proprio per l’abolizione di quest’ultimo che avremmo combattesse e per il quale ha fatto poco e niente”.