Diossina, il sindaco Stefano chiede indagine ministeriale su emissioni Ilva

TARANTO di Redazione AntennaSud

 

Il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, chiede ai ministri di Ambiente e Salute di avviare un'indagine ministeriale per fare chiarezza sui dati relativi alle rilevazione dei valori di diossina all’interno dell'Ilva e in alcune zone del quartiere Tamburi.

Entra in vigore da oggi, per l’Ilva di Taranto, un limite rigoroso che impone allo stabilimento di ridurre drasticamente le proprie emissioni di diossina. Le emissioni devono scendere sotto 0,15 nanogrammi per metro cubo: un limite comunque inferiore a quello europeo previsto dalla direttiva 75 del 2010 (pari a 0,1 nanogrammi per metro cubo), che doveva scattare già a gennaio scorso e che per l’Ilva è stato prorogato al 23 febbraio 2017. Ma si tratta di un limite stringente che il siderurgico tarantino difficilmente riuscirà a rispettare, visto che non ha applicato al camino E312 i filtri a manica previsti dall’Aia, l'Autorizzazione integrata ambientale.
Esige chiarezza il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, "sui dati relativi alle rilevazione di valori deposimetrici di diossina di ordine di grandezza di molto superiori ai limiti normalmente considerati come valori soglia sia all’interno dello stabilimento Ilva che in alcune zone del quartiere Tamburi”. Per questo si rivolge ai ministri dell’Ambiente e della Salute, affinché avviino un’indagine ministeriale.
“I dati - sottolinea Stefàno - sono emersi a seguito di un'attività di monitoraggio ambientale condotta dal professor Maurizio Onofrio del Politecnico di Torino per conto dell’Ilva, e riferita al periodo novembre 2014-febbraio 2015, ma resi noti solo pochi giorni fa, a distanza di un anno. Comprensibilmente, la città di Taranto ha manifestato preoccupazione, cercando chiarimenti e certezze sull’attendibilità dei dati forniti dai diversi organismi scientifici istituzionalmente preposti al controllo ed apparsi contrastanti. Pur tenendo da conto l’alto tasso di professionalità di questi organismi scientifici, si avverte il bisogno che su questa vicenda sia fatta piena luce, per cui si chiede ai Ministeri, per la parte di rispettiva competenza, che si disponga un'indagine ministeriale per ripristinare le condizioni di verità allo scopo di soddisfare sia le aspettative di tutela della salute e dell’ambiente, che così pressantemente la città reclama e delle quali siamo sentitamente portavoce, sia anche per prefigurare tutte le necessarie azioni a tutela della collettività”.