Piano di Riordino: a Triggiano il centrosinistra si nasconde ma il paese è con il comitato

BARI  di Redazione AntennaSud 

 

Fuco incrociato sul piano di riordino sanitario in Puglia. Non si placano le polemiche dei partiti, e non si placano neanche le proteste dei cittadini nei Comuni maggiormente danneggiati dai tagli alle strutture ospedaliere. L’opposizione come vedremo in un altro servizio affila le armi. A scendere in campo l’ex governatore della Puglia Fitto, ma anche i Cinquestelle hanno preannunciato per domani una conferenza stampa durante la quale spiegheranno il loro no al piano sanitario. In questo fine settimana, due le manifestazioni di protesta, a Triggiano e a Terlizzi. 

 

Nessuna protesta di popolo in quel di Triggiano, che ha preferito assistere alla manifestazione dai balconi delle abitazioni. Il Comitato “Noi Ci Siamo” si è però materializzato, passando dalla piazza virtuale dei social a quella reale con qualche centinaio di persone che hanno sfilato in corteo lungo le strade cittadine, con al seguito il sindaco Denicolò ed esponenti dei partiti di opposizione. Assenti assessori e consiglieri della maggioranza di centrosinistra, tenutisi ben distanti da striscioni e megafoni per non irritare il governatore Emiliano. Posizione che ha provocato reazioni, ma sulla quale ha fatto luce, in un clima di campagna elettorale, il prossimo candidato sindaco del partito democratico Adolfo Schiraldi il quale ha confermato la linea della collaborazione con l’amministrazione regionale.  La fase di riconversione è ancora scritta sulla carta, nel nome di una discutibile e  innovativa vocazione territoriale del nosocomio triggianese, nella sua nuova funzione riabilitativa e di supporto al post acuzie, ma che di fatto vedrebbe scomparire presidi essenziali per un bacino di circa 150mila utenti che include cinque Comuni limitrofi, Una linea sulla quale ha espresso il suo dissenso un altro candidato sindaco, espressione di movimenti civici lontani dalle sigle di partito. Il comitato promotore considera inaccettabile un piano che  manca di dettagli, e di un crono programma preciso. La vocazione ospedaliera del Fallacara è stata distrutta e ogni misura promessa potrebbe rivelarsi non veritiera, considerando la scarsità di fondi e  la cronica mancanza di personale. I processi di riconversione appaiono vaghi e generici, così come vago e generico è il Centro Risvegli la cui gestione potrebbe finire in mano privata.  Per il comitato nessuna richiesta ossequiosa da fare a Emiliano al quale non bisogna andare col cappello in mano. Nessun ossequio, ma una linea di attacco nei confronti di un piano sconclusionato e contraddittorio, contro il quale non si esclude il ricorso alle vie giudiziarie. Dalle protesta di Triggiano, ci spostiamo a quella di Terlizzi a difesa dell’ospedale Sarcone. Giù le mani dal nostro ospedale lo slogane del Movimento 5 Stelle che ha avviato il suo tour contro il piano di riordino ospedaliero. Cori contro il presidente Emiliano e cori contro il parlamentare terlizzese Gero Grassi,reo di aver difeso il piano. Il paese in un sol colpo ha perso ospedale e pronto soccorso. Un piano che secondo i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle è la risultanza della pessima gestione vendoliana. Duro anche l’intervento della capogruppo regionale Antonella Laricchia che ha preannunciato proposte in aula per le Case della salute.