Torre a Mare, donna uccisa in villa, la pena per il killer sale da 30 anni ad ergastolo

BARI di redazione AntennaSud

 

 

Uccise una donna di 60 anni, dopo averla violentata, nella sua villa a Torre a Mare, quartiere a Sud di Bari. Ora la pena per il nigeriano è aumentata da 30 anni all'ergastolo. La decisione dei giudici d'appello.

Omicidio e violenza sessuale. Due reati autonomi e non più accomunati come in primo grado. Passa da 30 anni all’ergastolo. In secondo grado i giudici hanno hanno aumentato la pena nei confronti di Donald Nwajiobi, il giovane nigeriano reo confesso dell’omicidio della 60enne Caterina Susca, uccisa l’11 novembre 2013 nella sua casa di Torre a Mare. Nel febbraio 2015, invece, il gup del Tribunale di Bari Annachiara Mastrorilli aveva condannato l’imputato con rito abbreviato a 30 anni di reclusione riconoscendo il giovane colpevole di omicidio volontario che comprendeva come cosiddetto «reato complesso» anche la contestata violenza sessuale. Confermata la condanna al risarcimento danni nei confronti delle parti civili, i familiari della vittima e l’associazione barese Giraffa contro la violenza sulle donne. Secondo la ricostruzione della squadra mobile, Nwajiobi si sarebbe introdotto nella villa della vittima saltando il cancello e sorprendendo la donna, dopo aver aspettato a lungo il momento più favorevole nascosto in giardino. Secondo gli inquirenti era armato di un paio di forbici con le quali poi colpì Caterina Susca alla base del collo. Gli accertamenti medico-legali eseguiti sul corpo del vittima hanno poi rivelato che la donna subì violenza sessuale prima di essere brutalmente uccisa.