Bisceglie: Divina Provvidenza, arrestato presunto aggressore del commissario Cozzoli

BISCEGLIE (BAT) di redazione AntennaSud

 

 

Fu definito “un fatto gravissimo, vero e proprio attentato alle istituzioni”, l'aggressione subita dai vertici della divina provvidenza di Bisceglie, adesso in amministrazione straordinaria e in particolare dal commissario Bartolomeo Cozzoli. Ora un uomo è finito in manette. 

E' il 45enne Antonio Nardella, dipendente della Ambrosia Technologies srl di Milano, società che aveva stipulato un contratto pluriennale per i servizi di mensa e pulizia con la Casa Divina Provvidenza di Bisceglie, ora in amministrazione straordinaria, l'uomo arrestato stamattina per l'aggressione al commissario della Cdp Bartolomeo Cozzoli. L'aggressione risale al 15 febbraio scorso quando una trentina di persone fece irruzione negli uffici della Cdp di Bisceglie per costringere il commissario ad annullare la disdetta del contratto nei confronti della stessa Ambrosia decisa a causa della sua eccessiva durata ed onerosità. Il gruppo - secondo l'accusa capeggiato da Nardella - minacciò Cozzoli con parole del tipo "tu non te ne vai di qua se non firmi la revoca", "tu non esci vivo", "ti ammazzo", "bastardo", dove sta la tanica della benzina". Cozzoli fu anche strattonato e picchiato e riportò escoriazioni al ginocchio ed alla bocca. Le stesse minacce le subirono alcuni collaboratori di Cozzoli, tra cui il direttore amministrativo dell'Ente, Marcello Paduanelli, al quale fu messa a soqquadro la scrivania, ed il direttore finanziario Massimo Rubini, sfiorato da un pugno. L'aggressione - che terminò solo dopo che il gruppo raggiunse il suo scopo - avvenne nonostante il commissario avesse assicurato al personale dipendente che la risoluzione del contratto non avrebbe determinato la perdita dei posti di lavoro. Nardella risponde di estorsione aggravata, minaccia e violenza. Sull'ente religioso, la Guardia di Finanza di Bari, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, ha condotto indagini relative al crack di circa 500 milioni di euro (operazione Oro Pro Nobis del giugno 2015), subìto dalla Congregazione Ancelle Divina Provvidenza, oggi in amministrazione straordinaria.