Piano di riordino ospedaliero, forse salvo il Fallacara di Triggiano

BARI  di Redazione AntennaSud 

 

Ieri si è tenuto il confronto dei sindacati per discutere sul piano di riordino ospedaliero che vedrà la luce entro lunedì prossimo e che come annunciato prevede la chiusura di nove nosocomi. Prima valutazione negativa delle sigle sindacali che promettono di scendere in campo. Fra le strutture che potrebbero salvarsi dai tagli, l'ospedale Fallacara di Triggiano dove è prevista la nascita del Centro Risvegli.  

Il processo di definizione del piano di riordino ospedaliero è un passaggio in cui ognuno deve prendersi le proprie responsabilità. Costruire dunque con i sindacati una permanente unità di controllo e verifica in maniera sistematica creando un flusso senza interruzione. Parole per certi versi condivisibili, ma che poi devono trovare un riscontro concreto in materia di efficienza e di qualità dei servizi. Finora in quella che in Puglia è considerata un'impresa titanica, tutti hanno fallito, qualcuno con qualche lancio di uova, Nella realtà dei fatti l'interlocuzione con i sindacati non è andata nel migliore dei modi perchè il piano così com'è non convince le organizzazioni sindacali perchè a loro avviso rischia di indebolire la sanità pubblica aumentando la mobilità passiva. E' questa la sintesi dell'incontro tenutosi ieri al Policlinico sul tema del riordino ospedaliero. I segretari in un documento congiunto hanno indicato le criticità esistenti sui posti letto. Prevedere 15 ospedali di base e 9 di primo livello non risponde a criteri oggettivi poichè si determinerebbe in tal modo una riduzione dei posti letto che non troverebbe allocazione in altri ospedali. Emiliano continua ad elogiare il metodo della concertazione, i sindacati plaudono ma permane lo scetticismo e si dicono pronti ad alzare le barricate. In sintesi no all'applicazione di una logica ragioneristica. Il piano così com'è non va e se non accetteranno la proposta congiunta, le organizzazioni sindacali si dicono pronte alla protesta. Nel dettaglio alcune riflessioni sugli ospedali che potrebbero salvarsi dai tagli. Uno su tutti è il Fallacara di Triggiano. Fermo restando che la struttura di Triggiano diventerà il più grosso centro risvegli del Sud - dicono dalla presidenza - si sta cercando di capire se è possibile lasciare aperti alcuni reparti. La riflessione non è tanto sui bisogni dell'ospedale trigginaese in sè, ma su quanto il Fallacara aperto possa servire al Di Venere con cui è collegato. Il tempo per le medofiche scade domenica prossima. Entro quella data la Regione metterà a punto la delibera. Nel frattempo arrivano denunce e segnalazioni. La prima riguarda il Policlinico. Al padiglione Asclepios sperpero di danaro pubblico secondo la denuncia  di Luigi Cipriani, del Gruppo indipendente Libertà.  Al seminterrato del Padiglione collegato alla Neuroriabilitazione esiste una piscina per disabili mai entrata in funzione, diventando una discarica di rifiuti. Ciliegina sulla torta l'ospedale di Canosa che rientra tra i nove ospedali da chiudere. Domenica si terrà l’inaugurazione delle nuove strutture tutte nuove di zecca e messe a norma in cui saranno trasferiti il pronto soccorso e i reparti di medicina, geriatria e lungodegenza.  Un taglio del nastro che potrebbe rivelarsi perfettamente inutile.