Nabucco al Petruzzelli, capolavoro di ricerca ed eleganza per l'opera di Verdi

BARI di redazione AntennaSud 

 

 

E’ un progetto particolare, esito di un accurato lavoro di ricerca filologica, il ‘Nabucco’ che la Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari portano in scena da ieri con la direzione orchestrale affidata a Roland Boer e la regia a Joseph Franconi Lee.

Aveva pensato ad una scena sontuosa, orientale, una foresta rigogliosa e un tempio maestoso, Peter Hall quando, agli inizi degli anni Sessanta con molta probabilità, lui famoso costumista, cominciò la sua collaborazione con la Scala e a lavorare alle scene per quel Nabucco voluto da Zeffirelli. E quelle tele, conservate negli archivi del laboratorio Sormani di Milano, sono state ritrovate, riprese e, intelate per fare da scena al Nabucco andato in scena ieri sera al Teatro Petruzzelli. L'opera, la seconda del cartellone della Fondazione Petruzzelli, ha avuto la direzione orchestrale del maestro Roland Boer e la regia di Joseph Franconi Lee, che ha tra l'altro tracce di sangue pugliese nelle vene perché sua madre è di Gioia del Colle. Quando, ricordandoci di un Nabucco messo in scena a Cagliari, abbiamo cominciato con il sovrintendete Biscardi a pensarci” ha ricordato Franconi “ci è sembrato che quell’allestimento fosse troppo pomposo per un periodo di crisi come questo. Volevamo un allestimento più minimalista, più agile. E ci siamo ricordati che nel ‘Laboratorio Sormani’ di Milano erano conservate le scene, ‘tele dipinte’, di un allestimento che Peter Hall curò, con la regia di Zeffirelli, per la Scala ai primi anni sessanta”. Ed ecco il risultato della ricerca: a Bari sono arrivate le scene che le maestranze del Petruzzelli hanno montato su telai consentendo di utilizzarle al meglio, scene ricche ma anche cambi di scena veloci per ammortizzare i tempi morti. E questo ‘Nabucco’ è quanto mai attuale, ha aggiunto Boer che ha seguito i mutamenti della compagine orchestrale in questi ultimi tempi.

E in questa cornice si inseriscono gli splendidi costumi di Pasquale Grossi. 'Onorato' di dirigere un 'Nabucco' in Italia si è dichiarato inoltre il maestro Roland Boer che collaborata da tempo con il Petruzzelli e ha seguito le vicende legate ai concorsi dei professori orchestrali e del coro. A proposito del coro, che ha un ruolo così significativo in questa opera, ha detto che la prima prova che ha fatto è stata proprio quella con il coro. "Si tratta di un coro ridotto - ha sottolineato - 50 elementi soltanto per Nabucco sono pochi, ma ho trovato tanto entusiasmo in questi giovani, tanto impegno, e quando accucciati sul proscenio cantano a mezza voce, riescono a rendere l'anima dei molti popoli coinvolti". "Quando alle prove ci hanno raggiunto gli orchestrali, che non avevano mai suonato 'Nabucco' - ha continuato il maestro - abbiamo creato una nuova lettura dell'opera, nel senso che abbiamo curato insieme nei particolari i valori della partitura. Abbiamo cercato di evidenziare l'abuso che si fa del termine religione per coprire altro, la voglia di rendere l'umanità schiava, le molte domande angosciose che sono ancora oggi di tragica attualità". Ottimo il primo cast composto tra gli altri da Giovanni Meoni, Susana Branchini, Antonio Corianò, Max Jota, Ernesto Morillo. Sono previste repliche questa sera, domani, il 27, 28 febbraio, il primo, 2 e 3 marzo.