Emiliano parla di Sud e di Renzi, ma io non sono mica un "lecchino"

BARI di Redazione AntennaSud 

 

E' risaputo che tra il governatore pugliese Michele Emiliano e il premier Renzi non scorra buon sangue. Ma Emiliano, che di peli sulla lingua non ne ha, non ha perso occasione per tornare a parlare di Sud esprimendo le sue criticità nella maniera in cui il governo sta gestendo i rapporti con le Regioni del Mezzogiorno. 

Il governatore torna alla carica parlando del Masterplan sul Mezzogiorno preannunciando un secco "non ci sto" se mancano progettualità e un ruolo concreto nelle decisioni. Il primo esempio  è  sul progetto di riforma costituzionale. Fermo restando che la competenza in materia di energia è tornata al governo, è possibile che le regioni non possano più parlare di energia ? E siccome - dice ancora il presidente - questa non è l'epoca di quelli che hanno la lingua capace di ripulire il cammino dei potenti ma è l'epoca di quelli che hanno il coraggio di dire mi dispiace, non sono disponibile per struttura, cultura ed estrazione politica. Semplificando  l'Emiliano pensiero "non sono un lecchino". Il presidente è dispiaciuto per non aver avuto un ruolo nella riunione sul masterplan del Sud che ha visto l'assenza delle sei regioni. E' facile parlare da soli, e soprattutto nel dire cose che non stanno nè in cielo nè in terra. Per Emiliano è necessario pensare a come gestire l'acqua nel Mezzogiorno, a che ruolo dare all'Acquedotto pugliese e come gestire le grandi infrastrutture di trasporto, e su che tipo di turismo vogliamo e come lo si rende compatibile con le scelte energetiche.  Ma se sichiede alla Puglia di completare solo le opere che ha in cantiere, allora buonanotte, meglio mandare le carte dei progetti a Roma e qui finisce la storia.