Rosy Bindi: "In Puglia aspetti preoccupanti per quanto riguarda le mafie"

LECCE di Redazione AntennaSud

 

Rapporti preoccupanti tra mafia e politica: a rilanciare l'allarme è stata la presidente della Commissione parlamentare Antimafia Rosy Bindi, ieri a Lecce. Sotto i riflettori anche il gasdotto Tap e il caso Brindisi.

La Puglia è stata poco indagata dalla Commissione parlamentare antimafia. Una lacuna che verrà presto colmata perché "la Puglia presenta degli aspetti preoccupanti, dal punto di vista delle mafie”. Lo ha annunciato la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, ieri a Lecce.
La sua delegazione, formata da dieci deputati e senatori, in mattinata ha fatto visita alla Masseria Canali di Mesagne, confiscata alla Sacra Corona Unita e oggi azienda agricola. Bindi è arrivata in Puglia per ascoltare il prefetto di Lecce Claudio Palomba, quello di Brindisi Annunziato Verde, e i membri dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica dei due capoluoghi.
“Molti criminali sono stati assicurati alla giustizia ma c’è ancora una presenza molto pericolosa della mafia, che ha le caratteristiche tradizionali (droga, estorsioni, incendi, minacce) ma presenta anche dei rapporti preoccupanti con la politica, che sono di particolare interesse per la nostra Commissione”, ha dichiarato Rosy Bindi.
Sotto i riflettori il caso corruzione a Brindisi, che ha portato all'arresto, tra gli altri, dell'ex sindaco Mimmo Consales. Bindi ha precisato che, qualora emergesse una pratica di tipo mafioso, la sua Commissione se ne occuperebbe “perché in questo territorio esiste la Sacra corona unita e numerose sono le infiltrazioni nel tessuto politico, che hanno portato allo scioglimento di diversi Comuni”.
Nella riunione della Commissione antimafia dello scorso 18 febbraio, il governatore della Puglia Michele Emiliano chiese di essere ascoltato per illustrare le criticità della regione, ed parlò anche dell’approdo del gasdotto Tap in Salento, sottolineando la disponibilità della Regione a rimodulare il progetto per farlo approdare a Brindisi invece che a San Foca. Una soluzione - specificò Emiliano - "per evitare di costruire un tratto inutile di gasdotto lungo 55 chilometri in un'area ad alta intensità mafiosa”. A questo proposito, l'onorevole Bindi ha dichiarato che “la mafia di questa terra non ha le caratteristiche di mafia imprenditrice che ha, invece, in altre parti d’Italia. E’ chiaro che nel momento in cui c’è un’opera pubblica così importante, l’attenzione criminale non mancherà. Ce lo dicono esposti e inchieste. Ma abbiamo imparato a difenderci. Al di là delle scelte che spettano a questa regione su Tap, l’Expo ci ha detto che se siamo vigilanti riusciamo a impedirne la penetrazione”, ha detto Bindi.