Dissesto idrogeologico, Coldiretti: "In Puglia a rischio 8 comuni su 10"

BARI di Redazione AntennaSud

 

Dissesto idrogeologico: se n'è discusso ieri a Bari, nel convegno organizzato dalla Coldiretti Puglia. Otto comuni su dieci sono a rischio, e il costo dell'acqua per uso irriguo è aumentato del 1.900 per cento.

 

 

La Puglia convive con un vero e proprio paradosso idrico: da un lato è dilaniata da annosi fenomeni di siccità, dall’altro è colpita da alluvioni e piogge torrenziali, con l’aggravante che l’acqua non viene riutilizzata a fini irrigui, a causa della carenza o mancanza di infrastrutture ad hoc. 232 Comuni su 258, quasi otto su dieci, sono a rischio idrogeologico, con diversa pericolosità idraulica o geomorfologica. Sono 8.098 i cittadini pugliesi esposti a frane e 119mila quelli esposti ad alluvioni, secondo i dati dell'Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale.
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La mancanza di un'organica politica di bonifica comporta, fra l’altro, che lo stesso costo dell’acqua in Puglia sia caratterizzato da profonde ingiustizie. Per esempio, irrigare un ettaro di vigne per uva da tavola a Palagianello, Ginosa o Castellaneta (di competenza del consorzio di Bonifica Stornara e Tara) costa 410 euro con l’erogazione ogni otto giorni per otto ore, contro i 1.800 euro a Conversano, da versare all’Agenzia Regionale Attività Irrigue e Forestali per otto ore, una sola volta a settimana per un totale di 14 settimane, da giugno a metà settembre.
Un salasso che incide direttamente sulle voci di spesa delle imprese agricole pugliesi e, quindi, ne influenza pesantemente il grado di competitività rispetto alle europee. Inoltre non è mai stato rinegoziato il costo dell’acqua con la Regione Basilicata, soprattutto con l’Aqb, che paga l’acqua 4 centesimi al metro cubo e la rivende ai consorzi di bonifica, dopo la potabilizzazione, a 80 centesimi al metro cubo.
Gianni Cantele, presidente Coldiretti Puglia, presentando ieri alla Camera di Commercio di Bari la prima analisi del rischio idrogeologico in Puglia e dei costi dell’acqua, ha dichiarato che “la terra frana a causa della mancanza di un’adeguata politica di prevenzione e governo del territorio. Fenomeni meteorologici sempre più intensi, concentrati in poche ore e su aree circoscritte, con alluvioni e danni anche in aree non eccessivamente antropizzate fa emergere la necessità di considerare i loro effetti per pianificare e programmare le politiche territoriali nei prossimi anni".

Dei sei consorzi di bonifica che operano in Puglia, quattro sono stati commissariati per molti anni. Mentre i consorzi di bonifica del Gargano e della Capitanata, non commissariati, hanno attivato interventi urgenti per rimuovere detriti e fango, e il riassetto idrogeologico del territorio mediante interventi di messa in sicurezza, a seguito dell’alluvione a Foggia dell’agosto 2014. E, andando oltre i propri limiti di competenza territoriale, hanno fornito ai Comuni supporto in termini di attrezzature per il drenaggio degli scantinati di alcune abitazioni e di mezzi per lo spalamento delle strade. Questo dimostra la grande utilità delle strutture consortili per la manutenzione del territorio e della sicurezza delle aree rurali, secondo Coldiretti.
Il 13 marzo 2012 il Consiglio regionale approvò la legge sulle Nuove norme in materia di bonifica integrale e di riordino dei consorzi di bonifica. Legge che nei fatti non è mai stata attuata.
Ora, con il nuovo governo regionale, e con l'Anbi (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue), Coldiretti prova a disegnare una proposta per l'agricoltura sostenibile e l'occupazione in Puglia.