Confiteor, il dramma di una famiglia normale

TARANTO di Redazione AntennaSud 

 

Racconta il dramma di una famiglia normale di fronte all'arrivo di un figlio "diverso", disabile. E' il Confiteor di Giovanni Testori, portato in scena a Taranto e Brindisi dal regista Alfredo Traversa.

 

Pensate sia un dramma nascere disabile? Pensate che la vita sia quella che vedete? Confiteor, la confessione dei peccati che si ripetete durante la santa messa, dà il nome allo spettacolo di Giovanni Testori che tanto ha scosso la critica e il pubblico italiano. Confiteor è andato in scena all’auditorium Paolo VI di Taranto e al Teatro Eden di Brindisi. Ed è stata un’occasione unica per conoscere un autore che ha segnato il teatro italiano. Un’opera capolavoro, che il teatro italiano ha sempre trascurato proprio per la sua pericolosa capacità di ri-svegliare le coscienze degli spettatori, la pericolosità del teatro che si fa attualità viva sulla pelle dello spettatore, la sua pericolosa capacità di distruggere chi fa teatro fingendosi attore. 

Il nocciolo - attualissimo - dello spettacolo è il dilemma, il mistero, il buio che d’improvviso travolge una famiglia con la nascita di un "diverso", un disabile. La vita di madre, padre e due figli, in quest’opera, è l’apoteosi della ricerca spasmodica dell’amare senza riuscire a capire come fare. 

Testori è riuscito a mettere su carta, per essere rappresentato, un meccanismo drammaturgico che sconcerta per la genialità e lo squarcio che provoca nell’anima. Lo spettatore si trova a vivere una fortissima esperienza umana oltre che artistica, che per un’ora fa perdere i connotati di uno spazio teatrale. Non c’è niente, non c’è teatro, c’è nella misura in cui serva a rendere corpo la parola nestoriana, ma paradossalmente c’è tutto il teatro della vita. E il grande teatro italiano. In scena gli straordinari Giuseppe Calamunci e Antonella Fanigliulo, diretti da Alfredo Traversa. Una produzione TdF che presto sarà rappresentata su altri palcoscenici in tutta Italia.