Inchiesta Petruzzelli, spese folli a bar e ristoranti

BARI di redazione AntennaSud

 

Acqua come champagne, cene in ristoranti di altissimo livello, bar e caffetterie pagate a prezzi d'oro. Si arricchisce l'inchiesta sul Petruzzelli. Spese pazze si aggiungono alle tangenti per gli appalti, gestiti dall'ex dirigente amministrativo Vito Longo, che ieri è stato licenziato dalla Fondazione Petruzzelli.

Benchè insapore, incolore e inodore, deve essere stata davvero buona, l'acqua che hanno bevuto i dipendenti della Fondazione Petruzzelli dal 2010 al 2015. E' costata infatti 231mila euro, con una media di 55 mila euro all’anno. A liquidare il pagamento alla ditta che in cinque anni è sempre stata la stessa è stato l’ex direttore amministrativo Vito Longo che avrebbe dato il via libera anche ad altre spese ingiustificate. O almeno questo è il sospetto del presidente della Fondazione Gianrico Carofiglio che ha denunciato il fatto insieme al sovrintendente Massimo Biscardi, attraverso il legale Andrea Moreno. La Fondazione Petruzzelli che ieri ha rimosso dall’incarico il funzionario, licenziandolo, ha concluso l’indagine interna, aperta dopo l’arresto. L’inchiesta sul giro di tangenti all’ente che gestisce il teatro si arricchisce, quindi, di un nuovo capitolo. Il protagonista è sempre Longo, ai domiciliari dal 12 gennaio scorso. 

È quello per l’acquisto di acqua minerale. Alla denuncia, depositata nella segreteria del sostituto procuratore Fabio Buquicchio, sono state allegate numerose fatture. Oltre all’acqua, l’azienda in questione, molto conosciuta a Bari, ha fornito anche alcune confezioni di detersivo.’ A questo si aggiunge poi la voce che riguarda le spese di rappresentanza che, sempre per lo stesso periodo di riferimento, ammontano a 166mila euro. Nel 2014 e nel 2015 l’ente, per questa voce, ha pagato complessivamente 4800 euro (tremila per il primo anno e 1800 per il secondo). Analizzando le fatture e la documentazione contabile, Carofiglio e Biscardi hanno scoperto come l’ente abbia sostenuto i costi di cene e pranzi, mai autorizzati. Un noto ristorante, non lontano dal teatro, a esempio, ha fatturato 4mila euro (con uno sconto di 10 euro) per una cena per 107 coperti. Questo è il caso più particolare, ma la Fondazione ha pagato anche altri pranzi e cene in rinomati ristoranti cittadini. ma anche bar e caffetterie non mancano nell’elenco. Due bar, in particolare, hanno presentato fatture con un importo medio al mese di 1500 euro. E ad occuparsi della contabilità era sempre lui, Vito Longo. La Fondazione, con l’esposto, non avanza ipotesi, chiede però al magistrato che coordina l’indagine sul giro di tangenti, di verificare la regolarità di spese che appaiono ingiustificate. Il magistrato Buquicchio, ora, delegherà accertamenti alla guardia di finanza. La posizione di Longo si potrebbe, quindi, si potrebbe aggravarsi.