Bari, clan vietano fiaccolata, "blitz" di Decaro al quartiere San Pio

BARI di redazione AntenanSud

 

 

Preoccupato per le voci che corrono e per quanto sta accadendo nel quartiere San Pio, ieri il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha visitato a sorpresa il quartiere, per rendersi di conto di persona dell'atmosfera che si vive. "La gente ha paura - dice - i clan vietano le manifestazioni, ma le istituzioni ci sono."

Quello che fa davvero paura adesso, non sono soltanto le lotte interne ai clan, ma la sensazione che ci sia un controllo delle strade, dei quartieri da parte dei clan, che, se prima era tacito e quasi nascosto, ora si mette in mostra senza veli. Al quartiere San Pio, infatti, in pochi sanno che era stata organizzata una fiaccolata della legalità, prevista per venerdì scorso, dopo la sparatoria in cui era stato ferito Giuseppe Drago. Ma un diktat ha bloccato l'organizzazione del un laboratorio aperto per la legalità, organizzato (e poi revocato) dall'assessorato comunale al Welfare, dal centro aperto polivalente per minori e dal centro d'ascolto per la famiglia "Orizzonti". Il caso è stato portato sul tavolo del comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico, tenutosi in Prefettura e al quale ha partecipato anche il sindaco di Bari, Antonio Decaro. Una sfida alle istituzioni, alle quali le istituzioni hanno risposto: da una parte lo Stato, con l'aumento delle pattuglie delle forze dell'ordine nella zona, dall'altra lo stesso primo cittadino che ha trascorso tutta la giornata di ieri a San Pio.

Il sindaco Antonio Decaro ha visitato a sorpresa il quartiere di San Pio, zona Enziteto, teatro di un duplice agguato criminale nelle ultime due domeniche: nel primo è morto un uomo, nel secondo la vittima è rimasta gravemente ferita. Il sindaco ha voluto visitare il quartiere, il più negletto della città, con la sola presenza della sua addetta stampa. E nessun altro. Anche quando i numerosi carabinieri che presidiano le strade di San Pio gli hanno chiesto se avesse bisogno di assistenza, Decaro ha declinato ogni invito. 

Il suo è un tentativo di rassicurare gli abitanti di quelle strade. I quali da dieci giorni vivono nel timore che si continui a sparare. «Ero molto preoccupato - racconta il sindaco dopo la visita - perché mi avevano riferito che gli adulti e i ragazzi che frequentano il Centro famiglie e l’Accademia del cinema erano improvvisamente calati di numero». Non era diserzione, era paura. Ieri, tuttavia, entrambe le strutture avevano il suono e le presenze di sempre. Si tratta di due iniziative a carattere sociale, entrambe finanziate dal Comune. Nella prima si favorisce la partecipazione soprattutto degli adulti: una cooperativa di educatori tiene laboratori di cucito, inglese, musica, perfino bon ton sul come apparecchiare la tavola. E poi anche ludoteca e doposcuola per i piccoli. "Quando si presidia un quartiere è una sconfitta per la società civile, ma non dobbiamo mollare - ha detto. Lo so, non è facile, ma invito la gente, le tante persone per bene a non avere paura. A non perdere la speranza,a continuare a condurre la vita di ogni giorno". In piazza ha salutato la dirigente scolastica Anna Stellacci, gli operatori e gli ospiti del Centro famiglie e dell’Accademia, il parroco, don Gianni. «Sono ancora tutti molto spaventati - dice Decaro - e hanno chiesto il nostro aiuto". Nella recente riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza, presieduto dalla prefetta Carmela Pagano e a cui ha partecipato il comandante della polizia municipale Nicola Marzulli, è stato preso in esame anche il tema delle aggressioni sui bus urbani. L’uso delle telecamere, ha detto Marzulli nel corso della riunione, sta contribuendo a tenere sotto controllo il fenomeno.