Adinolfi all'Università di Bari, si temono violenze

BARI  di Redazione AntennaSud 

 

La polemica, ormai conosciuta in Italia, impazza. Mario Adinolfi, insieme al parlamentare Alfredo Mantovano, domani sarà a Bari per parlare di famiglia tradizionale, quella cioè generata da un papà e da una mamma. Ma contro questo convegno, le associazioni di sinistra e quelle dei movimenti omosessuali, stanno lottando e continuano a chiedere al rettore di censurare l'evento. Gli organizzatori, temono violenze, e chiedono l'intervento del prefetto. 

Si sentono «minacciati» e temono «violenze» gli organizzatori del convegno ‘La famiglia al centro dell’uomo’ al quale venerdì 19 febbraio, all’università di Bari, interverrà uno degli animatori del Family day, Mario Adinolfi. Proprio contro di lui stanno puntando il dito negli ultimi giorni le associazioni studentesche di sinistra e quelle che difendono i diritti degli omosessuali. L’accusa che gli rivolgono è quella di essere «omofobo e sessista», e per questo definiscono una «scelta sconsiderata» quella del rettore dell’Ateneo, Antonio Uricchio, di ospitare il convegno. E minacciano il rettore, quasi fosse una prassi lecita: "Se ne assumerà le conseguenze." Ma l’università si difende motivando oggi con una nota la sua scelta nel nome della «tolleranza e del rispetto reciproco». Le polemiche hanno spinto gli esponenti di Fratelli d’Italia Marcello Gemmato e Filippo Melchiorre, rispettivamente presidente e vice dell’associazione Levante che organizza il convegno, a incontrare i giornalisti: «Vogliamo evitare violenze – hanno detto – ma dalle notizie in nostro possesso e dalle dichiarazioni di questi ragazzini abilmente manovrati, che ci definiscono beceri individui e ci promettono che non parleremo, siamo convinti che andrà diversamente». Da qui la decisione di chiedere l’intervento del prefetto e del questore di Bari per garantire sicurezza. «I nostri sono tranquilli – dice Gemmato – ma non sappiamo chi verrà al convegno come potrebbe reagire alle provocazioni». Melchiorre ricorda invece che anche lo stesso presidente della Regione Puglia, «Michele Emiliano, condannò le proteste degli studenti che interruppero Giorgia Meloni a suon di ‘via i fascisti dall’università di Bari’, durante un dibattito sul Sud». Intanto aumentano le sigle che sottoscrivono i comunicati degli studenti di Link: a Unione degli Studenti, Rete della Conoscenza, Zona Franka, Arcigay, Arcilesbica Mediterranea, KéBari, si sono uniti anche Sel Puglia e i Movimenti ‘Nonviolento’ e ‘Notriv’. E, mentre sulla pagina fb di Adinolfi fioccano insulti e minacce molto poco velate, i promotori del convegno chiedono a Emiliano e a Decaro di «difendere la pluralità di pensiero», gli studenti ricordano loro di aver «difeso in piazza il ddl Cirinnà» e quindi li esortano «a prendere posizioni contro il convegno».