Bari, via libera al convegno con Adinolfi. Uricchio: "Non censuro gli eventi"

BARI di Maria Luisa Troisi

 

Via libera dal rettore dell'Ateneo di Bari, Antonio Uricchio. Il convegno sulla famiglia con Mario Adinolfi, previsto per venerdì e fortemente voluto da molti cittadini del capoluogo e della provincia, si farà regolarmente. Nonostante il tentativo da parte di alcuni studenti dell'associazione di sinistra Link, che avevano chiesto di vietarlo.

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Nessuna censura. Il via libera arriva dal rettore dell'Ateneo di Bari, Antonio Uricchio. Il convegno sulla famiglia con Mario Adinolfi, previsto per venerdì 19, e fortemente voluto da molti cittadini del capoluogo e della provincia, si farà regolarmente. Un dibattito interessante e delicato, vista la discussione sulle unioni civili in Aula. La notizia dell'evento aveva mandato su tutte le furie gli studenti dell'associazione della sinistra universitaria Link che avrebbero voluto che il convegno non avvenisse, imponendo in pratica un veto alla libertà di espressione oltre che di dibattito, per altro in un'aula universitaria. Ma il rettore Uricchio non ha intenzione di censurare nessun evento, tantomeno uno del genere, vista la attualità della tematica. E a garanzia che il dibattito non assuma derive omofobe ci sarà il docente Paolo Stefanì componente del senato accademico e professore di diritto ecclesiastico, che modererà l’incontro “La famiglia al centro dell’uomo”, organizzato dall’associazione Levante. Spetterà a lui, su richiesta del rettore, il ruolo di controllo di ogni possibile deriva politica e omofoba. Mario Adinolfi, direttore del quotidiano La Croce, è stato tra i principali sponsor del Family day, la manifestazione che ha riunito quasi due milioni di persone in piazza San Giovanni a Roma per difendere i valori tradizionali della famiglia. Ma gli universitari di Link non accettano la decisione del rettore e, quasi minacciando, dichiarano: “Il rettore se ne assume le responsabilità”. 

Gli organizzatori del convegno respingono al mittente le accuse di omofobia. “È l’attacco dei soliti studenti facinorosi - dicono Marcello Gemmato e Filippo Melchiorre dell’associazione Levante, entrambi rappresentanti della destra di Fratelli d’Italia - L’effettiva libertà di espressione, fino a prova contraria, non è appannaggio solo di chi la pensa in un certo modo”. I due chiedono l’intervento del governatore Michele Emiliano e del sindaco Antonio Decaro per garantire la libertà di parola e allontanare boicottaggi, proteste e campagne mediatiche discriminatorie.