Pd, tornano i signori delle tessere 

BARI  di Redazione AntennaSud 

 

Disaffezione dalla politica e cittadini sempre più distaccati dai partiti. E' un argomento che torna alla ribalta nei dibattiti e nei talk show. Ma in Puglia a quanto pare accade esattamente il contrario. La corsa alle tessere nel Partito democratico fa riflettere. 

 

Se non sono stati tutti folgorati sulla via per Damasco, poco ci manca. Lo ammette anche un veterano della prima repubblica, l'immortale Pino Pisicchio che dal lontano 1987 siede sui banchi di Montecitorio trovando anche il tempo di filosofeggiare sui massimi sistemi della politica scrivendo libri. Il fenomeno del tesseramento al partito democratico, si è trasformato in una corsa al pezzetto di carta plastificata, che sigilla e certifica uno status di appartenenza, quasi fosse una carta d'identità. Il caso Bisceglie è solo la punta dell'iceberg ma che in Puglia a conti fatti è molto più esteso, tanto che alcuni maligni hanno diffuso la notizia di un tesseramento anomale avvenuto nel Foggiano, sul bancone di una tabaccheria dove insieme ai grattini si sottoscrivevano tessere. Le iscrizioni al partito renziano, ma in Puglia sarebbe più corretto dire Emiliano che è tutt'altra cosa, evidenziano un bel salto di qualità che però fa il paio col trasformismo, a meno di una conversione al credo piddino che sta dientando la belana rosa. Gli arruolamenti in alcune province sfiorano quota settemila. E' il caso della Bat che ha conquista il primato. Nella Regione, anche se i dati non sono ufficiali, si sfiorano i 35mila iscritti con un + 16mila rispetto al 2014. Il governatore naturalmente si è detto molto soddisfatto del boom di tessere ma è anche vero che quelli saliti sul carro del vincitore transitando da una parte all'altra della barricata sono tanti. Compresi personaggi indecenti. Il reclutamento di nuovi seguaci anticipa il congresso regionale del Pd che dovrà individuare un nuovo segretario. Non è difficile immaginare come il Pd non abbia dismesso le antiche prassi della democrazia cristiana, e che le tessere esercitino un peso sulle correnti e sui gruppi e quindi sugli equilibri interni che poi dovranno stabilire le candidature alle prossime politiche. Nella realtà dei fatti ciò che sta avvendendo nel Pd pugliese è un riposizionamento di truppe che saranno poi schierate sul campo di battaglia. Ma la politica è questa. Chi ha più cartucce vince.