Incendio baraccopoli Rignano, non si eclude la pista dolosa

RIGNANO GARGANICO di Redazione AntennaSud

 

Non si esclude la pista dolosa per l'incendio che due notti fa ha distrutto la baraccopoli di Rignano Garganico, dove vivevano circa 300 braccianti agricoli, in condizioni disumane. 

Del ghetto di Rignano, la baraccopoli che da oltre dieci anni ospitava i braccianti agricoli delle campagne tra Rignano Garganico, Foggia e San Severo, restano cumuli di cenere e residui carbonizzati delle povere cose di chi ci viveva. Circa trecento persone, in condizioni di precarietà anche igienica disumane, fino a ieri notte abitavano in quelle baracche di lamiere, legno e plastica. Il fuoco le ha divorate in poco tempo.
Dopo l'allarme lanciato dai residenti, sono intervenute le forze dell'ordine e cinque squadre di vigili del fuoco, da Foggia e dai distaccamenti provinciali. Non ci sono stati ustionati, ma quattro intossicati lievi. 
Quanto alle cause, s'ipotizza un corto circuito o il malfunzionamento di una stufa. Ma non si esclude la pista dolosa, che il governatore della Puglia Michele Emiliano ritiene anzi fortemente probabile. "L'incendio - ha dichiarato - è arrivato pochi giorni prima delle operazioni di sgombero umanitario che la Regione Puglia e la Prefettura di Foggia stanno attuando, al fine di porre termine ad una situazione inaccettabile dal punto di vista umanitario, igienico e di ordine pubblico".
"Già da mesi - ha precisato Emiliano - la Regione Puglia aveva predisposto il piano che da oggi prenderà le mosse in emergenza, per ridislocare i 300 lavoratori presenti presso il campo, dapprima in strutture di accoglienza temporanea e dopo in apposite strutture autocostruite, che verranno gestite di concerto con le imprese agricole che verranno responsabilizzate in tal senso. Non si può escludere che l'incendio sia stato un modo attraverso il quale ignoti abbiano voluto rendere inutilizzabile la struttura che, da più di dieci anni, era stata abusivamente realizzata nel territorio di San Severo”.