Taranto: in corso l'udienza preliminare di "Ambiente svenduto"

TARANTO di redazione AntennaSud

 

E' iniziata nella caserma Saram dell'Aeronautica militare, a Taranto, la nuova udienza preliminare legata all'inchiesta denominata "Ambiente svenduto" per il presunto disastro ambientale provocato dall'Ilva.

L'udienza, celebrata dal presidente della sezione Gip-Gup Anna De Simone (dopo che il Gup Vilma Gilli è diventata incompatibile) riguarda 44 persone fisiche (tra vertici Ilva, politici, imprenditori e funzionari ministeriali e regionali) e tre società (Ilva spa, Riva Fire e Riva Forni elettrici). Dopo l'appello e la costituzione delle parti, alcuni avvocati hanno presentato eccezioni preliminari. Sono salvi tutti gli atti precedenti all’udienza del 23 luglio, quella in cui dieci imputati risultavano dal verbale privi di difesa per l’assenza degli avvocati di fiducia e la mancata indicazione dell’avvocato d’ufficio. Restano, dunque, valide le costituzioni di parte civile, circa mille, tra cui figurano i ministeri dell’Ambiente e della Salute, la Regione Puglia, i Comuni di Taranto, Crispiano, Statte e Montemesola, la Provincia di Taranto, Legambiente, Verdi, Peacelink, Wwf, Legamjonici e Altamarea. Cgil, Cisl e Uil, Cobas, Usb, centinaia di operai e cittadini residenti al rione Tamburi, allevatori, mitilicoltori, i familiari di due operai morti in incidenti sul lavoro. Le richieste di risarcimento ammontano a oltre 30 miliardi di euro. 

Tra gli imputati ci sono i fratelli Fabio e Nicola Riva, proprietari dell’Ilva (oggi in amministrazione straordinaria), l'ex governatore della Puglia, Nichi Vendola, il sindaco di Taranto, Ezio Stefano, l’ex presidente dell’Ilva Bruno Ferrante, ex direttori di stabilimento, il direttore di Arpa Puglia Giorgio Assennato, l’avvocato Francesco Perli (uno dei legali dell’Ilva), l’ex capo della segreteria tecnica del ministero dell’Ambiente.

L’elenco delle contestazioni comprende, tra gli altri, i reati di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, avvelenamento delle acque o di sostanze alimentari, concussione aggravata, getto pericoloso di cose, omissione di atti di ufficio, omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro, due omicidi colposi

Nell’ambito della nuova udienza preliminare l'avvocato Pasquale Annicchiarico, difensore di Nicola Riva, ha presentato eccezione di nullità facendo riferimento a un provvedimento interno del Tribunale, attraverso il quale il presidente Franco Lucafo, nell’assegnare il fascicolo al giudice De Simone, fornisce anche indicazioni in merito allo stato del procedimento penale, facendo salve le udienze precedenti a quella del 23 luglio. 

Secondo il legale si tratta di una 'intromissione che anticipa la decisione del giudice naturale. Per questo è stata presentata una eccezione per presunta violazione del diritto di difesa. Altre eccezioni hanno riguardato le costituzioni di parte civile presentate durante il processo, poi annullato dalla Corte d’Assise per un errore nel verbale rilevato in sede di udienza preliminare. Gli avvocati interessati hanno comunque riformulato la richiesta di costituzione di parte civile.