Bitonto, intascavano i tributi e acquistavano immobili

BITONTO  di Redazione AntennaSud 

 

Avrebbero intascato per anni milioni di euro di tributi versti dai contribuenti di decine di città italiane senza versarli nelle casse dei Comuni. La guardia di finanza ha arrestato ieri Giuseppe Donato e Mario Colapinto, padre e figlio, di Bitonto, accusati di peculato continuato per aver sottratto fino a 15 milioni di euro attraverso la società Cerin srl concessionaria dei tributi in numerosi Comuni della provincia di Bari e in altre città italiane.  

Secondo le indagini della Procura di Bari, coordinate dal procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno, parte di quelle somme sono state utilizzate per acquistare immobili dal valore milionario. I finanzieri, infatti, contestualmente all'ordinanza di arresti domiciliari hanno notificato ai due indagati un decreto di sequestro preventivo mettendo i sigilli all'ex convento di Santo Spirito "Istituto Pontificio delle Maestre Pie Filippini" che stavano ristrutturando per farne un albergo, alla lussuosa "Villa Longo" di Palese, ad un laboratorio artigianale a Statte, nel tarantino, e ad un locale a Bitonto, oltre a 60mila euro su un conto corrente presso l'ufficiopostale di Bitonto. Ed era proprio su quel conto che venivano versate le tasse riscosse dai cittadini, Ici, Tosap, Tarsu. Soldi che poi sarebbero stati però dirottati sulle altre società - ritenute scatole vuote -  quindi sugli acquisti immobiliari per aklmeno 2 milioni e mezzo di euro. Dagli accertamenti contabili è emerso che in tre anni al solo Comune di Bitonto sarebbero stati sottratti oltre 3 milioni di euro. Sono ancora in corso verifiche sui tributi riscossi negli altri 18 Comuni d'Italia. Le indagini proseguono per approfondire "anomalie e perplessità sulle forme di controllo esercitate dagliuffici comunali". "Sarebbe auspicabile che la risposta dai Comuni - ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Bari, Giuseppe Volpe - fosse in termini di maggiore vigilanza piuttosto che di aumento delle aliquote".