Falso made in Italy, frode "interregionale"

TRANI di redazione AntennaSud

 

Una vera e propria organizzazione fraudolenta con sede in Puglia e calabria. C'era chi si faceva arrivare l'olio dalla Spagna o dalla Grecia e chi, aziende vere e proprie, stampava le false etichette made in Italy. Scoperti e denunciati i responsabili.

Una vasta operazione condotta dall’Ispettorato repressione frodi coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, che ha portato al blocco di un collaudato sistema di frode, radicato in Puglia e Calabria, nel settore oleario. L’operazione “Mamma mia”, ha consentito di bloccare la commercializzazione di oltre duemila tonnellate di olio extravergine di oliva falsamente fatturato italiano, per un valore di oltre 13 milioni di euro. Sono 8 gli indagati, accusati di frode agroalimentare e di reati fiscali, connessi a un giro di fatture false per oltre 13 milioni di euro, attestanti il commercio di 2mila tonnellate di olio italiano fittizio. Il complesso sistema di frode prevedeva il ruolo di imprese “cartiere” pugliesi e calabresi che emettevano falsa documentazione attestante l’origine nazionale di olio extravergine di oliva, in realtà spagnolo e/o greco, che – mediante artifizi e triangolazioni documentali – arrivava presso ignari soggetti imbottigliatori già designato come Made in Italy, pronto per il confezionamento e la distribuzione sul mercato.Per perfezionare il disegno criminoso, i soggetti coinvolti provvedevano a smaltire l’olio non italiano attraverso vendite fittizie a operatori compiacenti, anche esteri, al fine di farne perdere le tracce. Su delega e sotto il coordinamento del Dott. Antonio Savasta della Procura della Repubblica di Trani, con la preziosa collaborazione della Guardia di Finanza di Andria, Crotone e Gioia Tauro sono stati eseguiti 16 sequestri e 12 perquisizioni. Intanto nella provinci a di Lecce il corpo forestale dello stato ha arerstato unn uomo di 45 anni  mentre si impossessava abusivamente degli oli vegetali esausti contenuti all’interno di una colonnina di recupero ubicata in corrispondenza dell’ex mercato comunale del Comune di Casarano. Il personale del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Lecce dopo diverse segnalazioni ha sorpreso l’uomo mentre con un furgone, di proprietà di una ditta concorrente,  svuotava i raccoglitori urbani, aprendoli con una speciale chiave.

L’arresto è stato immediato considerando che i furti iniziati nel maggio 2015, hanno procurato ingenti danni economici, stimabili in circa mille euro a settimana.