Bitonto: padre e figlio accusati di peculato, intascavano i tributi riscossi per conto dei Comuni 

BARI  di Redazione AntennaSud 

 

Bari, intascavano i tributi riscossi per conto dei Comuni: presi padre e figlio, sequestrati beni per 5 milioni Ai domiciliari Giuseppe e Mario Colapinto, di 62 e 35 anni, ritenuti amministratori di fatto della Cerin di Bitonto. La guardia di finanza ha messo sotto sequestro beni immobili nella disponibilità dell'impresa. 

Con l’accusa di peculato continuato in concorso, la Guardia di Finanza ha posto agli arresti domiciliari Giuseppe e Mario Colapinto, padre e figlio di 62 e 35 anni - ritenuti amministratori di fatto della 'Cerin' di Bitonto (Bari), società che si occupa della riscossione dei tributi per conto dei Comuni. Gli arresti sono stati eseguiti da militari della Tenenza di Bitonto (Bari) su disposizione della magistratura barese. I militari hanno anche sequestrato beni immobili nella disponibilità dell’impresa, per un valore complessivo di cinque milioni di euro, che sarebbero stati acquistati con denaro pubblico. L’operazione chiamata 'Cornucopià, è frutto di indagini avviate su presunte irregolarità gestionali della società. Le fiamme gialle hanno eseguito il sequestro preventivo di beni immobili, anche di consistente valore. Tra questi un complesso immobiliare a Santo Spirito, Palese, Bitonto e Statte. Sotto sequestro un conto corrente postale. L’indagine avviata nel 2014 dai militari della Guardia di Finanza nei confronti della SIART di  Bitonto esercente l’attività di gestione database, ha consentito di accertare che i due indagati  negli anni 2012-2014 avrebbero compito operazioni societarie tra fusioni, accorpamenti e cessioni di quote finalizzate all’azzeramento del patrimonio e delle risorse finanziarie della Cerin al fine di occultare illecite operazioni di finanziamento e il trasferimento di beni patrimoniali in altre società, con il conseguente trasferimento dei contratti di concessione per la riscossione dei tributi. Le indagini hanno consentito di accertare che in alcuni conti correnti affluivano le somme derivanti dalla riscossione dei tributi con conseguente appropriazione di quasi 2milioni e mezzo di euro, successivamente utilizzati per l’acquisto di beni immobili. Dai controlli risulta che per il triennio 2010-2012 oltre tre milioni di incassi dei contribuenti bitontini non è mai stato riversato nelle casse comunali.