San Pio, la traslazione verso Roma tra fede e commozione

ROMA di redazione AntennaSud

 

Molti fedeli, tra cui numerose suore e bambini, hanno sventolato fazzoletti bianchi in segno di saluto. Applausi e commozione per il Viaggio blindatissimo della salma di San Pio che, per volontà di Papa Francesco, dal Gargano sta per arrivare prima a Roma e poi nella sua natìa Pietrelcina in provincia di Benevento.

E' il giorno tanto atteso. Sono iniziate a San Giovanni Rotondo le operazioni che porteranno alla traslazione delle spoglie di padre Pio a Roma per il Giubileo della misericordia. Ieri la salma del santo cappuccino è stata trasportata con "rito breve e semplice" dalla Chiesa inferiore, dove è stata sistemata nel 2010, alla Chiesa superiore del santuario nel foggiano. Il corpo di padre Pio è stato sistemato in un'urna sul cui basamento è stata iscritta una frase cara al frate: "Con te io sia per il mondo Via, Verità e Vita e per te sacerdote santo, vittima perfetta". Alle 15 la salma arriverà a Roma dove è prevista una celebrazione a San Lorenzo fuori le Mura. Venerdì 5 febbraio, alle 16, una processione porterà padre Pio alla basilica di San Pietro in Vaticano, dove resterà fino alla mattina dell'11 febbraio. Misure di sicurezza imponenti per la salma di un santo dei tempi nostri. Doppia scorta e no-fly zone su San Giovanni Rotondo e Foggia: servizi di controllo straordinari che accompagneranno il santo durante tutto il tragitto per Roma.  L'arcivescovo di Manfredonia, Vieste e San Giovanni Rotondo, Michele Castoro ha dichiarato "Siamo privilegiati perche' la nostra terra e' la terra dove Padre Pio e' vissuto, ha operato e in cui e' custodita l'urna dei suoi resti mortali" ,"noi accompagniamo l'urna a Roma e diventiamo pellegrini di Padre Pio per andare a confermare la nostra fede e ricevere una parola di benedizione dal Papa per riprendere il nostro cammino cristiano con maggiore entusiasmo e maggiore coerenza. Dopo quasi mezzo secolo il corpo di padre Pio dunque lascia San Giovanni Rotondo. E arriva in Vaticano dove il frate fu perseguitato e sospeso per ben due volte dall’ex Sant’Uffizio, poi beatificato nel 1999 e canonizzato nel 2002 da san Giovanni Paolo II che lo aveva conosciuto personalmente e al quale aveva chiesto e ottenuto la grazia per la sua amica Wanda Poltawska. L’arrivo del corpo di padre Pio nella Capitale, insieme a quello di san Leopoldo Mandic, frate cappuccino croato le cui reliquie si trovano a Padova, è stato voluto da Papa Francesco per l’inizio della Quaresima del Giubileo straordinario della misericordia. Mercoledì delle ceneri, il 10 febbraio prossimo, il Papa celebrerà la messa nella Basilica Vaticana davanti ai corpi dei due santi e invierà in tutto il mondo oltre 1000 sacerdoti “missionari della misericordia” con la facoltà di assolvere i peccati riservati alla Sede Apostolica. Francesco ha voluto che in questa occasione fossero presenti le reliquie di san Pio e di san Leopoldo come testimoni della misericordia di Dio. Entrambi, infatti, trascorrevano moltissime ore delle loro giornate nel confessionale. È noto, per esempio, che molto spesso anche attori e cantanti famosi provenienti da tutto il mondo con storie di tradimenti e divorzi chiedessero aiuto a san Pio andando a confessarsi da lui a San Giovanni Rotondo. L’arrivo a Roma delle reliquie dei due santi fa sperare anche i tanti ristoratori, albergatori e commerciati delle zone attorno al Vaticano che in questi primi due mesi dell’Anno Santo hanno sofferto non poco per la bassissima affluenza di pellegrini. Un dato motivato principalmente dalla paura di attentati terroristici, dopo le stragi di Parigi del novembre scorso e il decentramento del Giubileo voluto dal Papa con porte sante aperte per la prima volta in ogni diocesi del mondo. Ma padre Pio lo aveva già profetizzato in vita: “Farò più rumore da morto che da vivo”. Il corpo del santo cappuccino rimarrà nella Basilica Vaticana fino all’11 febbraio quando, di prima mattina, partirà per Pietrelcina dove rimarrà fino al 14 febbraio per poi tornare, passando per Benevento e per Foggia, nel Gargano.