Ristorazione collettiva, lavoratori in piazza il 5 febbraio

BARI di Redazione AntennaSud

 

Sciopero nazionale, venerdì 5 febbraio, dei lavoratori della ristorazione collettiva. Da Puglia e Basilicata si preannuncia una presenza massiccia. E l'11 febbraio scenderanno in piazza gli ex lavoratori socialmente utili impiegati nei servizi di pulizia e decoro nelle scuole.

Incroceranno nuovamente le braccia il prossimo 5 febbraio gli 80mila addetti della ristorazione collettiva, impiegati nei servizi di preparazione e consegna di pasti su larga scala, mense aziendali, scuole e ospedali. Lavoratori che da quasi tre anni sono in attesa del rinnovo della parte speciale del contratto del turismo. Occupati principalmente nella refezione in appalto di asili nido, scuole, ospedali, case di riposo, mense aziendali e intraziendali, gli addetti della ristorazione collettiva sono per la maggior parte donne a part time, con poche decine di ore di lavoro a settimana e spesso con diversi mesi all’anno di sospensione lavorativa.

Fin dall’avvio delle trattative a livello nazionale - spiega il segretario generale interregionale Fisascat Cisl, Vincenzo Riglietta - il settore della ristorazione collettiva ha scontato grandi difficoltà per la divisione delle compagini datoriali. "Nonostante ciò le organizzazioni sindacali di categoria hanno affrontato il negoziato con tutte le associazioni datoriali che rappresentano le imprese del settore, anche se non firmatarie dei contratti (turismo parte speciale ristorazione collettiva), dimostrando grande senso di responsabilità pur di dare la massima copertura contrattuale agli addetti del settore. Purtroppo le parti datoriali - sottolinea Riglietta - hanno avanzato proposte inaccettabili come una riduzione del costo del lavoro, la revisione in peggio della clausola sociale nei cambi di appalto, un abbassamento delle tutele collettive ed individuali, aumenti retributivi irrisori”.
Le organizzazioni sindacali, a fronte dell’impossibilità di proseguire nelle trattative e per sostenere la vertenza aperta da ormai 32 mesi, metteranno in campo per il 5 febbraio tutte le azioni necessarie per l’organizzazione di presidi e iniziative e manifestare a gran voce le ingiustizie e la precarietà degli addetti del settore.
E si torna in piazza anche l’11 febbraio, quando a protestare saranno i 19mila ex lavoratori socialmente utili dei cosiddetti appalti storici, impiegati nei servizi di pulizia e decoro nelle scuole.