Regione, in Consiglio cartelli dei grillini contro il Pd: "Abaterusso dimettiti"

BARI di Redazione AntennaSud 

 

Nel Pd di democratico è rimasto soltanto il nome. Lo scrivono i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle che ieri a Bari, durante i lavori dell’Assemblea, mostrando nell’aula alcuni cartelli di protesta sono tornati a chiedere le dimissioni del consigliere regionale Pd Ernesto Abaterusso, condannato ad un anno e sei mesi di reclusione per truffa nei confronti dell’Inps. 

L’intervento del Presidente Mario Loizzo, volto a censurare la richiesta di dimissioni di un consigliere regionale del Partito democratico condannato in primo grado insieme col figlio per una truffa ai danni dell’Inps, ha scatenato ieri le ire grilline. Un duro commento quello dei consiglieri  pentastellati i quali durante l’Assemblea hanno esibito cartelli nei quali si chiedevano le dimissioni di Ernesto Abaterusso. “Noi – hanno poi spiegato in un comunicato - non nutriamo alcun dubbio sul fatto che tutto ció non abbia alcuna importanza per il Partito Democratico e per gli altri vecchi partiti essendo ormai all'ordine del giorno la notizia di un condannato tra le loro fila, nonostante la menzogna che abbiamo sentito dire al Presidente Emiliano ai mezzi di informazione, e cioè che per essere iscritto al PD basta avere la fedina penale pulita o essere persone perbene. Peró, hanno proseguitoi i portavoce regionali - ricordiamo al Presidente, che esistono paesi europei in cui ben due ministri si sono dimessi dopo che è stato provato che avessero copiato la loro tesi di laurea e senza andare troppo lontano, in Italia chi è raggiunto da un decreto penale non puó aprire una nuova attività commerciale anche se fa ricorso anche se la condanna non è definitiva. Perchè in questo paese chi è condannato non puó aprire un'attività commerciale ma rimanere nelle Istituzioni a legiferare per tutti gli altri?” Chiediamo un minimo di onestà intellettuale da parte dell’ex magistrato Michele Emiliano che pare utilizzi a suo piacimento due pesi e due misure a seconda delle convenienze politiche.”