Taranto, accusati di estorsioni con metodo mafioso due affiliati della Sacra Corona Unita 

TARANTO  di Redazione AntennaSud 

 

Una nuova misura cautelare è stata emessa in carcere a due affiliati alla Sacra Corona Unita tarantina responsabili di estorsione nei confronti di un imprenditore della provincia jonica. 

 

Una ordinanza di custodia cautelare in carcere per concorso in estorsione aggravata dall'appartenenza ad associazione mafiosa è stata notificata nelle case circondariali di Lecce e Cosenza, dove sono detenuti dal giugno 2014,  Francesco Locorotondo, di 58 anni, detto "scarpa longa", di Crispiano e a Salvatore D'Attorre detto "Totore", 46enne di Lizzano, entrambi con alle spalle numerosi precedenti penali. Locorotondo è ritenuto un personaggio di primo piano all'interno della Sacra Corona Unita tarantina, già componente del clan Modeo, negli anni Novanta. I due furono coinvolti inaieme ad altre 30 persone nell'operazione dei carabinieri denominata "old" che ha smantellato una associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico , detenzione e spaccio di supefacenti, estorsioni, detenzione di armi ed esplosivi. In particolare Locorotondo è indicato come promotore con la dote di "medaglione con catena" massimo livello nella Sacra Corona. Alla fine del 2013 avrebbero costretto un imprenditore a consegnare loro somme di denaro a titolo estorsivo,. Come è emerso dalle intercettazioni telefoniche Locorotondo avrebbe incaricato con cadenza mensile, D'Ettorre a riscuotere la tangente, lamentando il fatto che la somma non bastava neanche a pagare lo stipendio.