Mafia ed estorsione, confiscati beni per 6 milioni a padre e figlio

MARTINA FRANCA di Redazione AntennaSud

 

Confiscati beni per 6milioni di euro a due imprenditori di Martina Franca, padre e figlio, accusati di usura ed estorsione. Erano titolari di un autosalone di vetture usate. I beni erano sotto sequestro già da un anno.

Beni mobili e immobili e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 6 milioni di euro, riconducibili a due imprenditori, padre e figlio, titolari di un autosalone di vetture usate a Martina Franca, sono stati sottoposti a confisca dalla Guardia di Finanza. Il decreto è stato emesso dalla seconda sezione penale del tribunale di Taranto, in applicazione del Codice Antimafia. Confiscati 13 fabbricati, 20 appezzamenti di terreno, 3 complessi aziendali, 61 automezzi e 3 motocicli, che erano stati sequestrati preventivamente un anno fa.
I due imprenditori furono sottoposti a misure cautelari dalle Fiamme Gialle il 25 luglio del 2014, per usura ed estorsione.
Secondo l'accusa, avrebbero prestato denaro a persone in difficoltà economica applicando tassi d'interesse fino al 470% annuo. Le Fiamme Gialle hanno rilevato "la sussistenza del presupposto soggettivo della pericolosità sociale, richiesto dalla legge per avanzare la proposta di misura di prevenzione. Altro requisito normativo è la sproporzione dei beni confiscabili nella disponibilità diretta o indiretta dei proposti rispetto al reddito dichiarato". In tale ambito, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria hanno messo a confronto i redditi dichiarati dal nucleo familiare dal 1986 al 2013 con le spese e gli impieghi sostenuti, rilevando una "determinante sproporzione".