La mafia foggiana voleva uccidere poliziotto

FOGGIA  di Redazione AntennaSud 

 

Volevano vendicarsi di un poliziotto uccidendolo, erano disposti a provare le nuove armi sparando ai cani e maneggiavano pistole davanti ai bambini. La spregiudicatezza degli affiliati al clan mafioso di Foggia, Moretti-Lanza-Pellegrino emerge dagli atti dell'indagine che ha portato al fermo di 7 persone per detenzione di armi, rapine e tentate rapine aggravate dal metodo mafioso. 

I fermi sono stati disposti dalla Dda di Bari nell'ambito dell'inchiesta sulle estorsioni agli imprenditori e numerosi agguati, tra omicidi, attentati dinamitardi e omicidi, commessi nell'ambito della faida con il clan rivale dei Sinesi-Francavilla. Negli atti c'è un'intercettazione in cui uno degli arrestati dice di voler uccidere Angelo Sanna, ispettore capo della squadra mobile di Foggia. Sarebbe questo uno degli elementi che ha spinto gliinquirenti ad intervenire con i fermi per bloccare eventuali agguati. Di armii fermati ne avevano in quantità e per provarne la funzionalità erano disposti ad uccidere animali, non preoccupandosi nemmeno della presenza dei loro figli minorenni, maneggiando davanti a loro pistole e kalashnikov. Negli atti c'è poi il riferimento alle estorsioni ai cantieri e le modalità con cui le donne dovevano minacciare gliimprenditoriGli inquirenti hannoriscostruito la storia del gruppo criminale a partre dagli anni '90 sottolineando la ferocia e la violenza esercitata non soltanto nei confronti del clan rivale ma anche dei loro affiliati.