Editoriale/Tessere e dintorni, Emiliano come Caronte in salsa barese 

BARI  di Onofrio D'Alesio 

 

Sarà il fenomeno Emiliano, oppure la riproposizione in politichese di un miracolo, quella della moltiplicazione dei pani e dei pesci in forma laica. Oppure meglio ancora, del consueto fenomeno della transumanza in un paradossale quanto grottesco riposizionamento nel quadro politico di quello che una volta era chiamato arco costituzionale.

Getta acqua sul fuoco il  governatore pugliese  il quale si dice molto attento alla questione morale preannunciando, tessera per tessera, una sorta di screening attraverso speciali apparecchiature tac. Ai raggi x i richiedenti dovranno dimostrare specchiata moralità, magari come c'è l'ha De Luca o altri personaggi incappati nelle maglie delle giustizia italiana di fede dem. Ma ad Emiliano va riconosciuta una grande capacità di aggregazione, è come il miele per le api, poichè è lo stesso che in altre epoche molto recenti, ha avuto la capacità di attirare nella sua arca progressista pezzi e frattaglie del centrodestra pugliese, alcuni, a proposito di moralità, molto chicchierati, talaltri anche condannati in primo grado e poi beneficiati dall'indulto. Spina giusto per ritornare alla questione originaria, per ammissione dello stesso governatore, è uno che dopo aver cambiato maglie e colori nel centrodestra, ha deciso di appoggiare Emiliano alle regionali. Lo ha fatto in maniera trasparente osservando però il principio machiavellico che torna sempre a galla, il fine giustifica i mezzi. Ma noi vorremmo capire il vero fine. E questo Emiliano lo sa molto bene. Secondo il presidente della Regione, il problema sta tutto nel timore che i segretari dei circoli cittadini temano alterazioni nei rapporti di forza. Non hanno tutti i torti poichè alcuni gruppi di potere, come quello di cui dispone Spina che dalla sua ha anche l'intero apparato ha lanciato una vera e propria Opa nei confronti del Pd di Bisceglie. Il punto è che Emiliano assume sempre più le sembianze di Caronte. Alle regionali per diventare il Sindaco di Puglia è riuscito a portare dall'altra parte della barricata un ex missino come Eupreprio Curto, l'ex centrista Angelo Cera attraverso il figlio Napoleone. Giusto per citare alcuni esempi. Ma il suo vero capolavoro Emiliano lo ha compiuto con la campionessa delle preferenze, la triggianese Anita Maurodinoia, vice presidente alla provincia con Schittulli, diventata capolista del Pd e non eletta per un pugno di voti. Opera magna completata con il recente incarico affidato a Schittulli nella sanità regionale. Se questa è politica, noi tutti siamo Harry Potter.