Il pirata della strada di Lecce resta in carcere, è pericoloso

LECCE  di Redazione AntennaSud 

 

 

"Una personalità pericolosa, tale da costituire un pericolo se rimesso in libertà". Per questo il gip del tribunale di Lecce, Cinzia Vergine, ha disposto che Andrea Taurino, l'uomo che venerdì scorso puntò due ciclisti e ne ammazzò uno, rimanga in cella ed ha confermato per lui l'accusa di omicidio volontario.

 

Andrea Taurino resta in carcere. Venerdì scorso il 33enne travolse deliberatamente due ciclisti, uccidendone uno e ferendo l'altro, su una stradina interna della provinciale Casalabate-Squinzano, in Salento. Li aveva puntati come birilli con la sua auto, dopo che gli avevano urlato contro per un sorpasso azzardato. 

"Una personalità pericolosa, tale da costituire un pericolo se rimesso in libertà". Per questo il gip del tribunale di Lecce, Cinzia Vergine, ha disposto che Taurino rimanga in cella ed ha confermato per lui l'accusa di omicidio volontario. La sua condotta, secondo il giudice, "non avrebbe alcuna spiegazione logica ma la volontà di una condotta di guida dissennata, determinata da una rapida sterzata che forse può affondare le sue ragioni nella precedente assunzione di eroina e nell'alterazione della percezione della realtà, forse alla stessa conseguente". Secondo il giudice, l'uomo era consapevole della sua alterazione dovuta alla droga e non avrebbe dovuto mettersi al volante. Nell'interrogatorio, Taurino aveva attribuito la guida incerta al fatto di essersi distratto per guardare gli uliveti circostanti, alla ricerca di olive abbandonate da raccogliere, sostenendo di aver invertito la marcia unicamente per recuperare un mastello con i frutti raccolti che si era dimenticato nei campi, ammettendo però di aver assunto eroina.