Nasce Otto in casa Carvinea, "l'anello che mancava"

BARI di Redazione AntennaSud

 

Si chiama Otto l'ultimo vino nato in casa Carvìnea. Unisce la O di Ottavianello - vitigno autoctono del brindisino - e la O di Ostuni. E' stato presentato qualche sera fa a Bari, nel corso di un evento con ospiti illustri.

Si chiama Otto l'ultimo vino nato in casa Carvinea ottenuto da uve Ottavianello in purezza. Otto come l'anello che congiunge questo vitigno al territorio di Ostuni, sua patria d'elezione, e che completa il panorama dei vini pugliesi con un prodotto inedito e di raffinata eleganza. Otto è figlio della passione e creatività di Beppe di Maria, patron dell'azienda, che ha puntato sulla riscoperta dell'Ottavianello seguendo una sua intuizione vincente.
Con Otto l'Ottavianello, vitigno dalle grandi potenzialità per lungo tempo poco valorizzato e declassato a vitigno da blend, si prepara a non avere più confini nella galassia dei grandi vini. Così commenta Riccardo Cotarella, padre di questa e di tutte le altre etichette dell'azienda
Sede della presentazione, qualche sera fa, il Centro Porsche di Modugno. Presenza d'eccezione Bruno Vespa, chiamato a coordinare gli interventi degli ospiti. Tema del dibattito la grande riscossa di questo vitigno che prende il nome dal marchese di Bugnano che da Ottaviano, in provincia di Napoli, lo introdusse in Salento verso la fine dell'Ottocento. Nel tempo trascurato a favore di altre varietà, rimane un simbolo della viticoltura dell'area di Ostuni e oggi si appresta a ritrovare la sua identità affrancandosi dal tradizionale uso in blend con Primitivo e Negroamaro.