Asl Brindisi: i furbetti del cartellino tutti in servizio, uno di loro anche promosso

BARI  di Redazione AntennaSud 

 

Parliamo dei furbetti o dei furbastri del cartellino. I trentasei tra medici e dipendenti della asl di Brindisi condannati dal Tribunale per assenteismo sono tutti tranquillamente al loro posto di lavoro. E anche se sono state introsdotte nuove regole sui licenziamenri in caso di assenteismo, loro possono dormire sonni tranquilli. 

 

Le immagini delle microcamere nascoste  furono proiettate nell'aula di giustizia in cui è iniziato due anni fa e si è concluso la scorsa estate il processo di primo grado per assenteismo: si scorgevano le addette alle pulizie che strisciavano i badge altrui nella macchinetta marcatempo, all'ingresso di una delle sedi asl di Brindisi. ma anche medici, infermieri, tecnici e fisioterapisti, che dopo aver timbrato il cartellino si recavano a casa, a fare la spesa, ad accompagnare i bambini a scuola. Per quei fatti 36 dipendenti pubblici sono stati condannati in primo grado, nel giugno scorso, a pene tra sei mesi e tre anni: le accuse vanno dalla truffa alla violazione del decreto Brunetta. Inizialmente gli imputati erano 48, 14 dei quali sono stati assolti. Sono tutti in servizio presso la stessa azienda sanitaria, cosi come i cosiddetti assenteisti. Ad uno di essi, un oculista, ha ottenuto anxhe una promozione, dovuta per avanzamento di carriera che non è stato possibile evitare perchè per i lavoratori in questione non esiste alcun provvedimento punitivo.  I procedimenti disciplinari  furono congelati nel 2010  in attesa di un verdetto definitivo che è ancora molto lontano dall'essere emesso. Intanto le difese hanno già impugnato la decisione del tribunale e attendono che venga fissato l'appello. Dal giudice viene attribuito un rilievo di maggiore gravità ai medici copinvolti che in qualità di dirigenti avrebbero dovuto controllare il rispetto delle regole e avrebbero divuto dare l'esempio. Un esempio dato esattamente al contrario. Poi ci sono i danni non solo di immagine arrecati alla pubblica amministrazione, ma quelli patrimoniali nei confronti della asl per il numero di ore sottratte. Nel frattempo nulla pare sia cambiato alla asl di via Dalmazia. I procedimenti disciplinari sono stati riaperti, ma non sarà possibile applicare le nuove regole introdotte di recente che prevedono il licenziamento in 48 ore, poichè non sarebbe possibile applicare ilprovvedimentoin maniera retroattiva.