Ilva, botta e risposta tra Roma e Bruxelles 

ROMA di Maria Luisa Troisi

 

Caso Ilva, l'indagine avviata dalla commissione europea sta creando non pochi malumori in Italia. Il governo sembra comunque determinato ad andare avanti. «Noi non accetteremo mai che Ilva sia uccisa dalle lobby di acciaieri di altri Paesi» ha detto ieri il premier Matteo Renzi.

Ilva, in italia e in Europa, due pesi e due misure. I rapporti tra Roma e Bruxelles cominciano davvero ad incrinarsi a causa dell'indagine su cui lavora l'Ue in merito agli eventuali aiuti di Stato dati al colosso siderurgico italiano considerata dal Governo impresa di interesse strategico nazionale. Il Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan va giù duro e ad Unimattina dichiara: "Le imprese straniere si preoccupano che l’Ilva possa tornare sul mercato». "Noi non accetteremo mai che l’Ilva sia uccisa dalle lobby di acciaieri di altri Paesi» ha detto il premier Renzi in un’intervista al Sole24ore. E mentre il presidente di Federacciai Antonio Gozzi attacca attraverso l'Ansa: «Non è possibile che l’oligopolio siderurgico europeo faccia fallire l'Ilva». Emma Marcegaglia giudica prematuri i tempi per annunciare una cordata italiana. Le imprese siderurgiche italiane (fra le quali il ministro Federica Guidi spera di trovare una cordata rilevi e salvi l’Ilva) hanno consegnato al Governo un dossier dal quale emerge come in 10 anni (dal 2002 al 2012) l’Ue abbia permesso aiuti di stato alle imprese siderurgiche europee nel 60% dei casi. In alto le imprese tedesche. «Su 34 casi di richieste di aiuti per imprese siderurgiche, 19 sono andati a buon fine. Gli aiuti sono stati accordati, principalmente ma non solo, per protezione ambientale. In base a questo studio l'Italia ha tutte le carte in regola per sostenere l’Ilva e non farla chiudere» spiega Gozzi. Ma in base a questo studio - continua Gozzi - si capisce che in Europa si usano «due pesi e due misure». «In Ilva - afferma Padoan - abbiamo messo risorse per il risanamento ambientale e poi adottato misure per far tornare l'Ilva sul mercato. Io mi auguro rapidamente e con capitali privati». Si dice ottimista anche Renzi «Adesso è aperto il bando, vediamo se - come io credo - ci sarà una cordata vincente. Io sono ottimista. Lo scontro (con Bruxelles ndr) su Ilva, mi sembra il meno grave». 

Intanto in Senato il decreto per facilitare il trasferimento dell’Ilva ai privati corre la discussione in Aula è stata anticipata a martedì prossimo subito dopo il voto delle commissioni industria e Ambiente riunite.