Ilva, l'Ue indaga su 2 miliardi di aiuti. Emiliano, Lavorare in armonia per evitare disastri

BRUXELLES di Redazione AntennaSud

 

Il sostegno finanziario dello Stato italiano all'Ilva finisce in un'indagine della Commissione europea, preoccupata che possano esserci aiuti illeciti alla produzione in un settore che già sconta problemi di sovracapacità. 

 

Nel mirino dell'Unione europea ci sono due miliardi di euro di aiuti, mentre dall'indagine sono per ora assenti il prestito ponte del Governo da 300 milioni più gli ulteriori interventi contenuti nella Legge di stabilità per 800 milioni che dovrebbero andare a sanare il problema ambientale su cui si è aperta una procedura d'infrazione. L'esame della Commissione verificherà se l'accesso agevolato al finanziamento accordato all'Ilva per ammodernare lo stabilimento di Taranto le dia un vantaggio sui concorrenti. E considerata l'urgenza di decontaminare il sito, la Commissione prevede anche garanzie che consentono all'Italia di attuare subito il risanamento ambientale. Purchè la spesa sostenuta sia poi rimborsata dall'inquinatore. Secondo la Commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager la migliore garanzia di un futuro sostenibile per la produzione siderurgica nel Tarantino è la cessione delle attività dell'Ilva a un acquirente che la metta in conformità con le norme ambientali e le sfrutti a scopi produttivi. L'indagine valuterà la legge che darà all'Ilva accesso ai fondi congelati in Svizzera durante il procedimento contro i Riva, 400 milioni di garanzie dello Stato sui prestiti che risalgono al maggio dello scorso anno, altri 250 milioni di prestiti a settembre 20154 e 156 milioni pagati dalla statale Fintecna a marzo 2015. Sulla vicenda è intervenutoil presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il quale nel ribadire che la Regione è a disposizione del governo per evitare che questo complesso incrocio fra procedure d'infrazione possa portare a un disastro.