Bari: i clan in guerra, l'allarme della Dda

BARI di redazione AntennaSud

 

La geografia criminale barese starebbe vivendo un momento di grande fibrillazione. Secondo gli investigatori dunque le esercitazioni per strada e la rissa scoppiata in carcere qualche giorno fa sarebbe il segno di un equilibrio interno ai clan che sarebbe saltato.

Dodici proiettili di kalashnikov trovati per terra, un mitragliatore AK 47 Kalashnikov sequestrato dalla polizia. Una faida interna al clan mafioso Strisciuglio di Bari, finalizzata al controllo del gruppo criminale da parte delle nuove leve, e la rissa con un ferito nel carcere barese, sono i due episodi che "allarmano" la Dda di Bari. Al San Paolo sarebbero stati sparati colpi di kalashnikov il 9 gennaio durante una esercitazione in strada. Ieri le forze di polizia hanno sequestrato un fucile mitragliatore AK 47 Kalashnikov - probabilmente proprio quello usato per l'esercitazione - in un'abitazione e hanno arrestato padre e figlio. Sui due fatti, entrambi avvenuti poco più di una settimana fa, si sta concentrando l'attività degli investigatori nel tentativo di ricostruire equilibri ed alleanze dei clan mafiosi baresi. 

Le perquisizioni domiciliari, 18 nei confronti di pregiudicati del quartiere, sono state eseguite da carabinieri, polizia e guardia di finanza. Gli investigatori, coordinati dal procuratore aggiunto Pasquale Drago, ritengono che nel quartiere sia in corso una lotta interna al clan Strisciuglio per il controllo del territorio da parte di giovani leve criminali emergenti. 

L'attività della Dda in questi mesi si sta concentrando sulla ricostruzione della geografia criminale barese che starebbe vivendo un momento di grande fibrillazione. Ne sarebbe conferma anche quello che è avvenuto lunedì scorso, quando all'interno del carcere di Bari è scoppiata una rissa tra detenuti e uno di loro è rimasto gravemente ferito. Una decina di detenuti è indagata per rissa aggravata da lesioni e dall'uso di armi improprie.