ILVA, la Commissione Ue apre un'indagine sugli aiuti di Stato

BRUXELLES di redazione AntennaSud

 

La Commissione europea apre un'inchiesta in merito agli aiuti di Stato all'Ilva, aiuti che non sarebbero stati notificati a Bruxelles. Per l'Ilva dunque, sono giornate particolarmente impegnative.

La Commissione europea ha annunciato formalmente l'apertura dell'indagine per presunti aiuti di Stato all'Ilva. Secondo fonti europee l'apertura dell'indagine riguarderà però solo eventuali gli aiuti alla produzione e non quelli per la bonifica ambientale. Oggi si è conclusa formalmente la fase della cosiddetta «procedura scritta». L'orientamento della Commissione è quello di chiedere all'Italia la sospensione dell'erogazione degli aiuti per un settore come quello dell'acciaio (che è in sovrapproduzione a livello europeo) e la presentazione di un piano industriale che riduca la capacità di produzione. Tale piano costituirebbe una delle due «clausole» che saranno inserite nella decisione di oggi. L'altra riguarda la possibilità di rivalutare il dossier sugli aiuti di stato alla produzione se si concretizzerà in tempi brevi l'ipotesi di vendita dell'azienda. L'esame dell'antitrust europeo si concentrerà sul prestito ponte del Governo all'Ilva da 300 milioni di euro, più gli ulteriori interventi contenuti nella legge di Stabilità per 800 milioni, che dovrebbero andare a sanare proprio il problema ambientale su cui è aperta una procedura d'infrazione. Nell’indagine la Commissione «vaglierà in particolare se l’accesso agevolato al finanziamento accordato all’Ilva per ammodernare lo stabilimento di Taranto le dia un vantaggio sui concorrenti. Dati i problemi di sovraccapacità presenti nell'industria siderurgica dell'Ue, spiega Bruxelles, «le norme sugli aiuti di Stato consentono solo di promuovere la competitività a lungo termine e l'efficienza delle acciaierie, ma non di sostenere i produttori che versano in difficoltà finanziarie». Nel caso specifico dell'Ilva, ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, «collaboreremo con l'Italia per superare le nostre attuali preoccupazioni. La migliore garanzia di un futuro sostenibile per la produzione siderurgica nel Tarantino è la cessione delle attività dell'Ilva a un acquirente che le metta in conformità con le norme ambientali e le sfrutti a scopi produttivi. La decisione odierna chiarisce inoltre all'Italia che può sostenere il risanamento della grave situazione ambientale nel sito di Taranto, purché la spesa sostenuta sia poi rimborsata dall'inquinatore». «In tutta l'Ue l'industria siderurgica deve fare i conti con la sovraccapacità a livello mondiale e con la forza delle importazioni, sfide alle quali occorre rispondere migliorando la competitività mondiale del settore nel lungo periodo.