Emergenza negli ospedali, pazienti ammassati nei reparti. Al Di Venere solo posti "in piedi"

BARI  di Redazione AntennaSud

 

E mentre il piano di riordino degli ospedali pugliesi sarà illustrato in commissione regionale la prossima settimana, nei nosocomi della nostra regione, regna il caos. Mancano i posti letto, anche a causa dell’impennata dei casi di influenza,  e molto pazienti o vengono ammassati in stanze molto piccole, oppure devono passare le loro giornate in barella lungo le corsie. Insomma l’immagine della nostra sanità è da quarto mondo. L’inchiesta è stata pubblicata questa mattina su Repubblica Bari. Al collasso il Di Venere di Carbonara. 

Signori, tutto esaurito. Non siamo al cinema. Ma in ospedale che rischia di trasformarsi in un set cinematografico con immagini poco edificanti. Una istantanea della nostra sanità in Puglia che fa a cazzotti con qualsiasi studio scientifico o universitario fatto a tavolino. Qui gli indici e le percentuali non c’entrano nulla perché la sanità checché si voglia pensare è quella che si tocca con mano. E i pazienti ammassati come sardine nelle piccole stanze di un  ospedale, oppure costretti a beccarsi il freddo delle corsie in una scomodissima barella, sono eloquenti per farci comprendere come siamo messi in un settore che fagocita l’ottanta per cento delle risorse finanziarie. La denuncia non è del giornalista che tende a enfatizzare un quadro a dir poco pietoso, ma i sindacati. I reparti – dicono  - sono quasi come degli ospedali da campo. Le unità di medicina in particolare sono quelle più esposte. Al Di Venere di Carbonara in alcuni reparti accade l’impossibile. Dei sedici posti letto se ne sono aggiunti altri dieci, tutti in barella. Situazione analoga anche in altri reparti tanto che il direttore sanitario potrebbe bloccare tutti i ricoveri. La asl nel frattempo sarebbe pronta a smistare alcuni ricoveri in strutture private pur di far fronte ad una emergenza che è presente in altre strutture ospedaliere della provincia. Al San Paolo, a Terlizzi e Corato le scene sono molto simili. Così come al Policlinico dove a soffrire maggiormente sono il pronto soccorso e l’area medica. Non è esente il 118 sommerso in questi giorni dalle telefonate. I sindacati fanno quadrato, il problema sta nella carenza di personale e i servizi sono al collasso. C’è di più che i turni sono massacranti ma rischiano di pregiudicare la qualità dei servizi e la salute del personale. Così come ci sono tecnici e infermieri che vengono trasferiti negli uffici amministrativi. Trasferimenti incomprensibili che meriterebbero qualche approfondimento.