Presidio lavoratori e sindacati Ilva a Taranto

TARANTO di Redazione AntennaSud

 

Presidio di sindacati e operai dell'Ilva sotto il municipio a Taranto, per chiedere risposte sulla situazione incerta del siderurgico. Intanto Peacelink ricorda al governo che "gli aiuti di Stato alle aziende sono vietati dal Trattato di funzionamento dell'Unione Europea".

Le segreterie di Fim, Fiom e Uilm di Taranto e una delegazione di operai dell’Ilva hanno organizzato un presidio sotto la sede del Municipio in attesa di incontrare il sindaco, Ippazio Stefano. La decisione sarebbe stata assunta per chiedere alle istituzioni locali di farsi portavoce delle preoccupazioni dei lavoratori per la situazione di incertezza legata alle vicende del siderurgico tarantino, alla luce del decreto che accelera la vendita delle aziende del gruppo Ilva e posticipa i termini per il completamento delle prescrizioni Aia.
"Gli aiuti di Stato sono vietati dal Trattato di Funzionamento dell'Unione Europea, per evitare che venga falsata la concorrenza. L'Italia ha firmato il trattato e se il governo italiano lo dovesse violare aiutando l'Ilva non può contestarlo proprio ora". Lo ha sottolineato il presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti, ricordando la proposta dell'Ue di aprire un'inchiesta sugli aiuti pubblici destinati all'Ilva.
"Domani - aggiunge Marescotti - la commissaria per la concorrenza, Margrethe Vestager, illustrerà alla Commissione Europea i motivi alla base dell'iniziativa nel quadro della disciplina Ue che vieta gli aiuti di Stato alla siderurgia. Successivamente Bruxelles dovrebbe rendere pubblica la decisione di avviare l'inchiesta".
Secondo l'ambientalista "il governo italiano può aiutare la città di Taranto, i lavoratori Ilva ma non l'azienda Ilva. Lo specifica l'articolo 107 nei suoi vari commi in cui specifica cosa è vietato, cosa è consentito e cosa può essere consentito. La posizione di Peacelink è quella di usare i soldi dello Stato allo scopo di aiutare i lavoratori Ilva e la comunità locale, favorendo una riconversione anche con i fondi dell'Unione Europea per le aree di crisi industriale. Usarli dandoli all'Ilva significherebbe buttarli in un pozzo senza fondo: l'Ilva ha perso tre miliardi di euro in tre anni".