Appalti Aqp, i dubbi dell'Anticorruzione 

BARI  di Redazione AntennaSud 

 

Entro il 25 genaio prossimo si attende la nomina del nuovo componente del consiglio di amministrazione dell'Acquedotto Pugliese dopo le dimissioni del professor Costantino. Ma in realtà cosa è accaduto ? Alcuni appalti sullo smaltimento dei fanghi sui quali si è espresso l'Autorità anticorruzione avrebbero indotto il governatore Emiliano ad esercitare un maggior controllo sulle attività dell'Ente. E questo ha provocato le dimissioni dell'amministratore unico.   

Dietro la battaglia sulla gestione di Aqp ci sono anche dubbi sull’affidamento degli appalti per lo smaltimento dei fanghi a Foggia e a Lecce. Dubbi che hanno indotto la Regione ad accelerare l’affiancamento del presidente dimesso Costantino con un consiglio di amministrazione indicato dalla Regione. Stranezze sull’affidamento di questi appalti di cui è stata informata l’Autorità anticorruzione, che ha risposto con una nota molto critica, ipotizzando in buona sostanza che il bando sia stato fatto su misura per agevolare qualche impresa. A scriverlo il primo dicembre scorso è stato proprio il commissario anticorruzione Raffaele Cantone. Questione della quale la Regione ne è venuta a conoscenza solo durante l’assemblea dei soci di fine dicembre, in occasione del varo del nuovo consiglio di amministrazione. E’ stata questo il motivo che avrebbe indotto il governatore Emiliano ad affiancare l’amministratore unico di Aqp con due consiglieri ai quali sarebbero dovute andare le deleghe sugli appalti. Una scelta che Costantino non ha gradito in seguito anche alle perplessità sollevate dai due consiglieri. Sull’affidamento dei quattro appalti per lo smaltimento dei fanghi si evidenzierebbero elementi poco chiari. I contratti hanno un valore complessivo di 30 milioni di euro  ma nei raggruppamenti delle imprese ce ne sono alcune non in regola, e in un caso, con titolari che presentano precedenti penali. Il secondo nodo riguarda un’inchiesta della Finanza sulle forniture di cloro, vinte per 10 volte  dalla stessa azienda: tra i quattro indagati c’è anche il dirigente degli appalti di Acquedotto. Una situazione che Emiliano ritiene sintomo di mancanza di controlli, ed è per questo che ha voluto varare un consiglio di amministrazione con due esperti in materia di appalti e di gestione societaria. In assenza di Costantino l’ordinaria amministrazione è in mano a De Santis almeno fino a lunedì 25, quando il cda verrà reintegrato con il terzo consigliere.