Petruzzelli, la "Cavalcata delle Mazzette" di Mister dieci per cento

BARI  di Redazione AntennaSud

 

Si sono avvalse della facoltà di non rispondere, le cinque persone finite due giorni fa agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Bari su presunti appalti truccati al teatro Petruzzelli. Dinanzi al Gip del Tribunale di Bari Gianluca Anglana, il direttore amministrativo della Fondazione Vito Longo e  quattro imprenditori hanno scelto di non rispondere alle domande. I cinque devono rispondere di corruzione e turbativa d'asta. 

 

Otto mazzette in meno di due mesi, una per ciascuno spettacolo di balletto allestito in teatro, ma anche per l'affidamento dei servizi di pulizia, di facchinaggio e di trasporto. Insomma ad ogni giro di valzer e non certamente quello delle Valchirie, c'erano mazzette e bustarelle con somme non ingenti ma utili per garantire l'addomesticamento delle gare d'appalto. Il sistema corruttivo legava il direttore amministrativo della Fondazione Pietro Longo ai quattro titolari di altrettante imprese. Le prove documentali e i video che mostrano il passaggio di denaro, diffusi per volontà della Procura, hanno fatto il giro del mondo suscitando lo sdegno di tutti. Immagini diffuse con intento deterrente, ha spiegato il procuratore generale di Bari, ma che alla prova dei fatti rivela un sistema del tutto marcio e purtoppo radicato in molti settori. Un modus operandi che si concretizzava attraverso la sovrafatturazione di prestazioni offerte o di fatture di prestazioni inesistenti. Il periodo delle indagini è breve, poco più di due mesi, ma è altrettanto allarmante se si pensa che questa prassi era probabilmente diventata sistematica. In totale sarebbero 20mila euro le tangenti intascate da Longo che comnquista così l'appellativo di mister 10 per cento. A tanto corrispondono le tangenti incassate rispetto all'importo degli appalti. Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, recita un antico proverbio, e infatti gli approfondimenti sono partiti a seguito della denuncia per diffamazione di un imprenditore che si lamentava di alcune notizie di stampa su presunte irregolarità negli appalti del Petruzzelli che lo riguardavano. Di lì poi si è aperto l'ennesimo e fetido vaso di Pandora.