Il boss e i fuochi pirotecnici, lo sberleffo della mala offende la città. Decaro: "Siamo molti di più"

BARI  - Editoriale di Onofrio D'Alesio

 

Uno spettacolo di fuochi pirotecnici per salutare l’arrivo del boss e per festeggiare. Un imbarazzo col quale si deve confrontare una città intera e i suoi abitanti, ma che nella realtà delle cose dimostra come le organizzazioni criminali godano di regole e di sistemi propri incardinati nel sistema. Un sistema ancora omertoso e connivente, difficile da abbattere.

C’è chi la città la ama e si batte quotidianamente per cambiarla secondo regole civili e democratiche e chi invece le regole non le rispetta ma crea delle regole al di fuori dell’ordinamento. C’è chi prova imbarazzo nel vedere certe immagini e chi invece plaude, fa finta di nulla, preferisce mettersi una benda sugli occhi pur di non guardare ciò che accade quotidianamente. I fuochi pirotecnici a pochi passi da un luogo simbolico come il carcere di Bari non sono emblematici, ma danno il senso di una sfida a viso aperto, di un atteggiamento di sfrontatezza e spregiudicatezza della malavita nei confronti delle istituzioni. Il boss è libero, viva il boss. Meglio di un cardinale, forse anche meglio dello stesso Bertone, perché il capo del clan è quello che ha garantito nel suo feudo stipendi veri ai tantissimi adepti. E’ uno che fidelizza, ma che non è l’arma dei carabinieri, anzi l’antitesi. Ma è anche un fenomeno di malcostume, diffuso e dilagante dalle nostre parti. Il boss o i boss, parliamo al plurale, hanno creato in alcuni quartieri cittadini e in altrettanti comuni dell’hinterland un vero e proprio sistema di welfare, per sostenere le vedove dei morti ammazzati, di chi è in carcere e deve scontare la pena, di chi ha difficoltà.  Ma lo fa attraverso affari sporchi, macchiati di sangue, tanto sangue e di estorsioni. Ma è uno Stato, che solo a definirlo tale non può che provocare ribrezzo, uno stato nello Stato, quello vero delle istituzioni con la esse maiuscola. Di chi combatte per la giustizia e di chi crede nei valori della giustizia. Orde di sociologi fanno analisi e tentano di dare spiegazioni. Forse sono inutili. Ha ragione il sindaco Decaro quando sostiene che noi siamo più forti. O forse dovremmo esserli rispetto a chi sporca, imbratta i muri, non fa la differenziata. E infine festeggia la scarcerazione di un boss con i fuochi pirotecnici. Forse crediamo ancora nella presenza dello Stato vero e nella giustizia e lavoriamo tutti i giorni per rendere Bari migliore dove vivere. E soprattutto siamo molti, molti di più.Forse.