Decreto Ilva, arriva il Sì dalla Camera

ROMA di redazione AntennaSud

 

Sì dell’Aula della Camera al decreto legge Ilva. Il teso, il nono decreto Ilva, uscito dal consiglio dei ministri a dicembre, ora passa al Senato. Un primo passo verso la soluzione dei tanti problemi del siderurgico e di Taranto, dichiara Guglielmo Epifani, presidente della commissione Attività Produttive della Camera.

I voti a favore sono stati 297, 164 i contrari, due gli astenuti. Dalla Camera arriva il sì al decreto legge Ilva. Il decreto Ilva, il nono, uscito dal consiglio dei ministri il 4 dicembre ha l'obiettivo di facilitare, ovvero accellerare la cessione o anche l'affitto a privati "dei complessi aziendalid el gruppo Ilva". Dopo un anno di tutela pubblicas l'Ilva tornerà in mano ai privati. Ma saranno dello Stato e non dei privati i soldi che serviranno per risanare il gigante siderurgico che inquina Taranto. Ora il testo deve passare al Senato. «Grazie a questo provvedimento si renderanno disponibili le risorse finanziarie necessarie per realizzare la bonifica dello stabilimento di Taranto, verrà garantito il pagamento dei crediti e potrà essere anticipata l’uscita dell’Ilva dall’amministrazione straordinaria», dichiara Guglielmo Epifani, presidente della commissione Attività Produttive della Camera che continua: "Un passo in avanti per dare una prospettiva alla più importante industria siderurgica del Paese, un asset strategico la cui sopravvivenza è necessaria per mantenere la manifattura italiana ai vertici in Europa e per evitare l’ennesimo impoverimento produttivo non solo del Mezzogiorno». «Ora comincia, però - avverte Epifani - il passaggio più delicato: bisogna vedere, ed è bene che ciò accada prima possibile, chi si assumerà la responsabilità dell’azienda e con quale piano industriale e di sviluppo. La commissione Attività produttive della Camera, insieme alla commissione Ambiente, così come hanno fatto finora, seguiranno il percorso dell’uscita dell’Ilva dalla procedura di amministrazione straordinaria e verificheranno ogni passaggio e ogni scelta del governo per garantire la continuità produttiva dell’Ilva, l’occupazione, il risanamento dei territori sui quali insistono gli stabilimenti siderurgici». «Con l’approvazione del decreto Ilva abbiamo raggiunto importanti risultati: lo stanziamento di 800 milioni per il risanamento ambientale e le bonifiche; 300 milioni per gli stipendi e i fornitori; 35 milioni per i creditori dell’indotto attraverso il Fondo di Garanzia per le Pmi, ferma restando l’Aia, Autorizzazione Integrata Ambientale». Lo dichiarano i deputati di Taranto del Pd, Ludovico Vico e Michele Pelillo.