Inchiesta Petruzzelli, tangenti per spettacoli e non solo

BARI di redazione AntennaSud

 

Uno scenario inquietante emerge dall’inchiesta  che ha portato al quinto arresto, questa volta a Roma nello scandalo delle tangenti al Petruzzelli di Bari. Secondo gli inquirenti, oltre il sipario prestigioso del teatro si celava il malaffare: un ingranaggio alimentato a suon di tangenti. Cinque arresti, imbarazzanti e preoccupanti.

Tangenti per allestimenti spettacoli, ma non solo. Le mazzette sarebbero state pagate anche per i servizi di pulizia, di trasporto e facchinaggio. Uno spettacolo raccapricciante quello scoperto dietro le quinte del rinato teatro che da poco aveva ripreso vigore e prestigio a livello nazionale. Un terremoto giudiziario ora lo fa barcollare. Ci sarebbe stato un "radicato accordo corruttivo" tra il direttore amministrativo del Petruzzelli, Vito Longo e gli imprenditori che ottenevano appalti per l'allestimento di spettacoli su cui indaga la procura di Bari e che ha portato all'arresto di cinque persone, tra cui lo stesso Longo. Per tre spettacoli di balletti, tra cui quello di Roberto Bolle, le imprese avrebbero pagato a Longo la somma complessiva di 8mila euro con la promessa di versarne altrettanti. Attraverso una complessa attività di indagine articolatasi anche con operazioni di intercettazione telefonica ed ambientale e di riprese video, la Procura ritiene di avere accertato che questo rapporto corruttivo si è protratto "senza interruzione nei mesi di ottobre - dicembre 2015 con la ripetuta offerta e la promessa di somme e il conseguente addomesticamento delle procedure di fatturazione e pagamento delle forniture di materiale illuminotecnico".  Al centro dell'attenzione le gare per gli spettacoli di balletto delle Compagni di danza "Ailey" e "nazionale di Spagna" e di Roberto Bolle. A Roma, il quinto arresto. Agenti della Digos della Questura di Bari hanno arrestato anche la quinta persona. Si tratta di Franco Mele, ex responsabile luci e fonia del teatro. Ieri erano finiti ai domiciliari il direttore amministrativo, Vito Longo, e tre imprenditori, Giacomo Delle Noci, Nicola Losito e Vito Armenise. Per tutti è scattata l’accusa di corruzione nell’ambito di una delicata inchiesta condotta dalla procura sull’affidamento degli appalti. Mele è stato arrestato a Roma dagli agenti della Digos che lo hanno contattato telefonicamente fissandogli un appuntamento al commissariato di Casilino Nuovo con la scusa di dover notificare un atto. Quando si è presentato in commissariato, Mele si è visto notificare l'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. A filmare la consegna della tangente a Bari nell'ufficio di Vito Longo, l'occhio elettronico di una telecamera.