Petardo contro il Cie di Brindisi, arrestati tre anarchici

BRINDISI di Redazione AntennaSud

 

Tre presunti anarchici - due leccesi ed un friulano - sono stati arrestati dalla Digos. Sabato pomeriggio avrebbero fatto esplodere un grosso petardo nel Centro di identificazione ed espulsione di Restinco, alla periferia di Brindisi.

 

Tre persone, secondo gli investigatori appartenenti a gruppi anarchici, sono state arrestate ai domiciliari dalla Digos. Sabato pomeriggio avrebbero assaltato il Centro di identificazione ed espulsione di Restinco, alla periferia di Brindisi. Gli arrestati sono Giulio Patarnello, 21 anni, di Lecce, Ferruccio Rizzo, 29 anni, di Copertino e Carlo Simone, 35 anni, di Spilimbergo (Pordenone). I tre hanno lanciato un petardo di grosse dimensioni e di genere proibito con l’obiettivo di farlo scoppiare all’interno del Cie, ma l’esplosione è avvenuta per fortuna vicino alla recinzione e non ha provocato gravi danni.
Come già era accaduto almeno in altre quattro occasioni nei mesi di ottobre e novembre scorsi, dopo la riapertura del Cie di Brindisi, anche stavolta è stato esposto uno striscione con la scritta "Liberi tutti" e con un numero di telefono per gli stranieri, da utilizzare per avere indicazioni su come evadere. All’arrivo della polizia i tre presunti anarchici hanno tentato la fuga ma sono stati bloccati. Un frammento del petardo è stato sequestrato. Sul posto è intervenuto anche il dirigente della Digos, Antonio Bocelli, che coordina le indagini sui precedenti episodi, verificatisi sempre nei weekend, in cui sono entrati in azione, ogni volta, circa venti manifestanti.
All’identificazione dei tre hanno contribuito i filmati del sistema di videosorveglianza della struttura. Le accuse per gli arrestati sono di resistenza a pubblico ufficiale, accensioni ed esplosioni pericolose, esplosione di ordigni per suscitare pubblico disordine o tumulto, istigazione a delinquere. Per due di loro c’ anche la contestazione dell’inosservanza del divieto di ritorno nel Comune di Brindisi emesso dal questore Roberto Gentile a novembre scorso. La presenza di uno degli arrestati per l’assalto al Cie di Brindisi era stata rilevata dagli agenti della Digos di Brindisi anche nel corso del lungo blocco ferroviario del 10 novembre scorso a San Pietro Vernotico, per protestare contro gli abbattimenti degli ulivi nell’ambito del piano di contrasto alla Xylella fastidiosa. In quella circostanza furono denunciate 35 persone. Il blocco iniziò nel primo pomeriggio e proseguì fino alle 23, ostacolando il transito di una quarantina di treni.