Lavoro, è stagnazione. Nel 2016 ci saranno 243mila pugliesi in cerca di occupazione

BARI  di Redazione AntennaSud 

 

In Puglia siamo di fronte ad uno stato di stagnazione occupazionale che rischia di incancrenirsi o addirittura svoltare verso una nuova flessione qualora grandi incognite produttive come l'Ilva ed il suo indotto dovessero precipitare. Lo ha detto il segretario generale della Uil Puglia Aldo Pugliese nella conferenza stampa di inizio anno. 

 

Le prospettive per l'occupazione in Puglia non sono le migliori. nel 2016 ci saranno 243mila pugliesi in cerca di occupazione con un tasso di disoccupazione medio di quasi il 18 per cento ben distante dalle percentuali del periodo pre crisi e dalla media europea. La crescita esponenziale invocata dal governo che sponsorizza le riforme non ci sarà ed anzi . ha detto il segretario generale della Uil Puglia nella conferenza stampa di inizio anno, il JObs Act finirà per scippare fondi vitali al Mezzogiorno drogando il mercato del lavoro con ogni posto fisso creatosi in Puglia che costerà alle tasche dei cittadini oltre 25mila euro, senza alcuna certezza di stabilità oltre il triennio di decontribuzione per l'azienda. Anche le proiezioni sulla disoccupazione giovanile confermano la tendenza del 2015 e quest'anno il dato dovrebbe attestarsi sul 58 per cento. Per Pugliese occorre un percorso di crescita e di sviluppo che aiuti la Puglia a tirarsi fuori dallo stato di isolamento in cui è precipitata in questi anni. Aeroporti di Puglia, Ferrovie del Sud Est ed i trasporti in generale al neto degli scandali e delle inchieste pagano una carenza di progettualità e di trasparenza. Male anche la questione ambientale con il ricorso alle discariche. La Regione ha promesso di puntare all'obiettivo di rifiuti zero ma per ora siamo all'anno zero. Insomma allo stato attuale il maggior inquinatore dell territorio è proprio la Regione Puglia. Capitolo a parte per Pugliese la sanità. Una sorta di risiko tra aperture, chiusure e spostamenti di ospedali. Insomma un giudizio negativo del sistema sanitario se prima non si realizza un riequilibrio tra strutture e territorio.