Emiliano, duro attacco al governo: "Trivellare il nostro mare è una vergogna e una follia" 

BARI  di Redazione AntennaSud 

 

Il ministero dello Sviluppo economico ha autorizzato con decreto le ricerche petrolifere al largo delle Isole Tremiti per poco meno di duemila euro l’anno e la spaccatura tra governo e regioni ed enti locali dall’altra parte si allarga. Durissima la reazione del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. 

Le Regioni proponenti i referendum non devono fare passi indietro. Dovranno elevare subito conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato davanti alla Corte Costituzionale, perché nella sostanza il popolo è stato scippato della possibilità di decidere se e dove sia possibile trivellare a fine di ricerca petrolifera. Per Emiliano bisogna subito iniziare la campagna referendaria perchè trivellare il nostro mare è una vergogna e una follia. Poi ancora un attacco al governo. L’emendamento alla Legge di stabilità è stato formulato e approvato senza neppure uno straccio di dichiarazione politica di pentimento da parte del governo e della sua maggioranza, mentre è incredibile che il governo non abbia pubblicamente spiegato la decisione di rilasciare autorizzazioni al largo delle Tremiti. Il decreto di autorizzazione ha fatto alzare i toni politici, con Bonelli della Federazione dei Verdi che lo ha tirato  fuori dall’incognito. Il provvedimento, riferisce Bonelli, reca il numero 176 ed è del 22 dicembre scorso, cioè subito dopo la presentazione dei quesiti referendari sulle trivellazioni da parte di una decina di Regioni, tra cui la Puglia , e prima della decisione della Cassazione che ha di fatto bocciato cinque dei sei quesiti referendari. L’autorizzazione del Mise è rilasciata alla società Petroceltic Italia, e verranno utilizzate le tecniche più devastanti, come l’air gun per le ricerche di idrocarburi. La società pagherà allo Stato italiano un totale di quasi duemila euro l’anno. Altre autorizzazioni sono in corso di rilascio. Il confronto politico si fa più incandescente.