Troia (Fg): lite tra Comune e Ditta, bimbi a bocca asciutta

TROIA (Fg) di Maria Luisa Troisi

 

Mentre Comune e Mensa scolastica litigano i bambini restano a bocca asciutta. A Troia, Comune dei Monti Dauni, la società di Bolzano che ha vinto l'appalto al Comune, contestata per diverse mancanze e irregolarità, decide di sospendere il servizio. "Inaudito" - dichiara il sindaco che provvede con un pranzo freddo alle mancanze della ditta.

 

"In modo assolutamente arbitrario, a danno della cittadinanza troiana, il 7 gennaio la Markas srl di Bolzano, risultata vincitrice della gara di appalto per i lavori di adeguamento ed ampliamento dei locali cottura e per la fornitura dei pasti della mensa scolastica di Troia, ha interrotto il pubblico servizio di somministrazione pasti agli alunni troiani. Un atto di una gravità inaudita perché lede un servizio somministrato a favore di minori”, dichiara il sindaco di Troia, Leonardo Cavalieri, “un fatto contro cui sarà posto in essere tutto quanto in nostro potere. Ai nostri ragazzi sarà garantito comunque un pasto (freddo) anche oggi, mentre dal prossimo lunedì ripartirà il servizio regolarmente”. Il rapporto si sarebbe incrinato, a suo dire, negli ultimi 20 giorni. Ovvero da quando la qualità delle pietanze proposte sarebbe iniziata a calare drasticamente. “Piatti freddi, affatto invitanti, immangiabili. E’ stata la rivolta delle mamme”, continua Cavalieri. “Un giorno, prima della pausa natalizia, perfino le maestre si sono rifiutate di servire un piatto di pasta al brodo che più che una minestra sembrava colla”. 

La ditta di Bolzano aveva ricevuto comunicazione di aggiudicazione definitiva dallo scorso giugno ed aveva iniziato il servizio a Troia a novembre scorso. Nonostante i tentativi di mediazione, nelle scorse settimane sono andati accumulandosi innumerevoli verbali di contestazione inviati dall’ amministrazione troiana all’impresa. Contestati, infatti, oltre alla scarsa qualità dei pasti somministrati ed il mantenimento delle caratteristiche termiche dei cibi cotti, il mancato rispetto della raccolta differenziata e di numerosi punti dell’offerta tecnica presentata, comprendenti il trasporto dei pasti, il mancato rispetto delle norme igienico sanitarie, l’assenza di prodotti bio e a filiera corta, un numero di dipendenti inferiore rispetto all’organico da garantire durante la somministrazione.