Teatro, Jarche Jalde 40 anni dopo ... 

BARI  di Redazione AntennaSud

 

Nel 1975 dopo "Jarche Vasce", fu forte il bisogno di realizzarne il suo completamento: "Jarche Jalde". Una commedia in vernacolo, una serie di quadri che mostrano la vita di una "corte" barese della città vecchia, un microcosmo nel quale uomini e donne vivono pubblicamente le proprie gioie e i propri dolori. E' lo settacolo che sta riscuotendo successo in questi giorni a Bari.   

Jarche Jalde 40 anni dopo. Ovvero il grande e singolare teatro della vita. Sul palcoscenico del Piccolo Teatro di Bari uno spaccato di vita che vede alcune donne che cantano salaci stornelli a dispetto fino alla provocazione verbale. Gli epiteti, le accuse, più che colpire e offendere, provocano la ilarità degli astanti, a fare il teatrino dei presenti. gli animi si placano con l'allungarsi delle ombre della sera, con personaggi che dialogano tra loro quasi come clown da circo. Al giorno si alterna la notte, sopraggiunge la morte e l'elogio della qualità del defunto da parte della vedova affranta e il rito ossessivo dei risentimenti sulla condotta in vita del marito. Ma la corte torna ad animarsi col richiamo canoro di un ciabattino. Torna ancora una volta il buio che acquieta le tensioni e illumina il sensuale gioco di due giovani innamorati ricorda a due anziani coniugi passate emozioni e desideri non ancora sopiti. A Jarche Jalde, l'arco alto della citta vecchia, all'intreccio dei dialoghi e delle voci, non manca la tipica chiassosità della corte, i suoni dei tamburrelli e delle chitarre, i racconti dei cantastorie, E soprattutto non mancano gli ingredienti di base: l'amore, l'odio e la pazzia in un Natale in cui un miracolo coglierà tutti i personaggi intorno alla tradizionale tavolata della Vigilia. Personaggi a cui danno vita con grande enfasi gli attori della Piccola Ribalta, Nietta Tempesta, Franco Spadaro, Mariano Leone, Daniela Pellicciaro, Silvia Cuccovillo, Dario Diana e Giuseppe De Trizio.