Barletta, 18 indagati per disastro ambientale

BARLETTA di redazione AntennaSud

 

La gestione dell'impianto di incenerimento dei rifiuti della cementeria di Barletta a partire dal 2012 era illecita. 18 gli indagati dalla Procura di Trani.

Cooperazione in disastro ambientale colposo, falso e abuso d'ufficio in concorso. Sono i reati per cui sono indagate 18 persone nell'ambito di una inchiesta della procura di Trani sui rifiuti bruciati nella cementeria di Barletta. In pratica la gestione dell'impianto di incenerimento dei rifiuti della cementeria di Barletta a partire dal 2012 era illecita. Sono responsabili di alcuni stabilimenti della zona, funzionari e tecnici della provincia, della Regione e dell'Arpa Puglia. La cementeria, secondo le indagini della guardia di finanza, avrebbe immesso in atmosfera sostanze inquinanti oltre i limiti di legge. Secondo quanto è emerso dalle indagini della guardia di finanza, infatti, la cementeria avrebbe ottenuto i permessi, "sul falso presupposto del possesso di un'autorizzazione a incenerire 20mila tonnellate all'anno di rifiuti pericolosi costituiti da oli minerali". Non trattandosi di un impianto di incenerimento inizialmente creato ad hoc, ma appunto di una cementeria, ha poi ottenuto una nuova autorizzazione, sostituendo il rifiuto pericoloso con quelli speciali, con una potenzialità che passava però da 140 a 178 tonnellate al giorno. Proprio questa nuova attività di incenerimento dei rifiuti avrebbe provocato la "diffusione areo-dispersa di sostanze inquinanti oltre i limiti di legge". "Ripongo massima fiducia nell'operato della magistratura tranese e se dovessero essere accertate responsabilità penali, preannuncio fin d'ora che la Provincia di Barletta - Andria e Trani si costituirà parte civile nei confronti dei responsabili" -ha detto il Presidente dell'Ente Francesco Spina che ribadisce la sua assoluta contrarietà agli inceneritori. Per il sindaco di Barletta, Pasquale Cascella, il caso è da seguire con scrupolosa attenzione. "L'indagine giudiziaria - dichiara Casella - interviene a margine di una sentenza del Tar Puglia che aveva già respinto una richiesta dell'azienda di combustibie da rifiuto che in questo caso aveva visto l'opposizione sia della Regione che della Provincia e del Comune di Barletta".