Sanità: fuga dalla Puglia, in 69mila vanno a curarsi altrove

BARI  di Redazione AntennaSud 

 

Proviamo a dare i numeri sulla sanità pugliese. Perché di numeri si tratta. Poco meno di un mese fa, il presidente Emiliano aveva presentato lo studio sulla sanità regionale elaborato dal Sant’Anna di Pisa. Un quadro che mostrava segnali di miglioramento in alcuni settori. Ma questi dati non vanno poi d’accordo con l’indagine condotta da un istituto di ricerca sullo stato di salute della sanità pugliese. 

Quella che potrebbe essere una buona notizia di inizio anno nel panorama della sanità pugliese riguarda la centralizzazione degli appalti. Infatti a partire dal primo gennaio le asl pugliesi non possono più affidare contratti in proroga. Una sorta di rivoluzione quella voluta dal presidente Emiliano che a regime dovrebbe far risparmiare 300 milioni di euro l’anno sulle spese per beni e servizi. Un sistema che sconfessa il modello Vendola ma che mira a ridurre drasticamente i costi, dissuadendo anche da operazioni poco trasparenti. A parte questo la sanità in Puglia non è proprio un fiore da portare all’occhiello. Poiché buona parte dei cittadini rinuncia a curarsi. E quando è costretta a spendere molto, scende addirittura sotto la soglia di povertà. La fotografia scattata da Demoskopica mette in primo piano una sanità malata. La Puglia nella speciale graduatoria, risulta al penultimo posto tra le regioni italiane per efficienza sanitaria. Peggio di noi riesce a fare la Calabria. Un po’ meglio di noi, seppure in fascia rossa, la Campania, Sardegna, Abruzzo, Basilicata e Molise. Sette invece le Regioni sane tutte collocate al nord e cinque quelle “influenzate”. Gli indicatori utilizzati nello studio sono sette fra i quali la soddisfazione sui servizi e le liste di attesa, le spese sostenute dalle famiglie. Per curarsi bene meglio andare in Trentino Alto Adige, la Puglia come dicevamo veste la sua maglia nera e risulta tra i peggiori piazzamenti. Un dato che giunge in un momento particolarmente delicato, quella della riorganizzazione del sistema sanitario: fallimentare a partire da Fitto per poi passare a Vendola. A pesare di più è il nodo liste d’attesa: accedere alle prestazioni sanitarie presenta, infatti, tempi troppo rilevanti, tanto che ben 69mila pugliesi, lo scorso anno, hanno rinunciato a curarsi.