Lodi, rilasciato dal Cie di Bari uccide la sua ex 

LODI di Onofrio D'Alesio

 

Al Cie di Bari lo rilasciano, rientra a Lodi, va nella casa della ex compagna e durante una lite la uccide. Il questore della cittadina lombarda tracciando il bilancio di fine anno non ha esitato ad attribuire delle responsabilità su un femminicidio che forse si poteva evitare.   

“Se il suo ex non fosse stato rilasciato per motivazioni varie dal Cie di Bari, dove era stato accompagnato da noi pochi giorni prima perché avevamo ben compreso la sua pericolosità, probabilmente Antonella D’Amico Mazza sarebbe ancora qui tra noi”. Lo ha detto il questore di Lodi, Loretta Bignardi in merito al femminicidio avvenuto nel maggio scorso sul suo territorio. Antonella D’Amico Mazza, madre separata di 54 anni, è stata uccisa il 17 maggio nella sua abitazione nel centro di Lodi e per l’omicidio è stato arrestato un egiziano di 38 anni. L’uomo era uscito dal Cie di Bari il giorno precedente ed era tornato a Lodi a casa della donna con cui aveva avuto una relazione, per poi iniziare una lite che avrebbe portato alla morte della vittima. Tracciando un bilancio assolutamente positivo di fine anno, con una diminuzione generalizzata dei reati nella Provincia di Lodi, il questore ha ricordato che quando abbiamo saputo del fattaccio, io e il capo della Mobile Alessandro Battista siamo sobbalzati sulla sedia e nonostante l’indagine dell’assassinio l’avessero presa in mano i carabinieri, abbiamo immediatamente alzato il telefono per verificare se quell’uomo che avevamo allontanato dalla città, il suo ex compagno egiziano, fosse ancora nel Cie in cui l’avevamo accompagnato oppure no. Ci hanno risposto che era stato rilasciato. Noi il nostro compito l’avevamo svolto. Forse qualcun altro no.